Nelle commemorazioni non voglio incontrare gli ipocriti

Non sono mai andato alle commemorazioni per le vittime della mafia.
Non voglio incontrare alcuni ipocriti che danno vita ad una oscena e oltraggiosa pantomima.
E sono tanti.
Politici, imprenditori, esponenti delle istituzioni, liberi professionisti, e, talora, persino uomini di Chiesa.
Molti di costoro le varie mafie le alimentano, ogni giorno, con il loro modo di pensare, con le loro scelte, con i loro rapporti sociali, con le loro amicizie personali.
Contribuiscono al degrado complessivo del Paese, alimentano la corruzione, distribuiscono favori e privilegi, negano i diritti fondamentali ai cittadini più svantaggiati, utilizzano per fini privati le risorse collettive, non si adoperano per contrastare la povertà educativa e l’ignoranza diffusa.
Costoro rappresentano quella mafia che si perpetua e non si estingue.
Dipendesse da me alle varie commemorazioni farei partecipare solo le ragazze, i ragazzi e i semplici cittadini seriamente impegnati per l’affermazione di valori opposti a quelli dominanti.
In attesa che un giorno ciò si realizzi, queste ragazze e questi ragazzi vado a trovarli nelle scuole per dialogare con loro di legalità e di contrasto alle varie mafie.
I sepolcri imbiancati li lasciamo fuori dalla porta!