La visita pastorale del vescovo mons. Antonino Raspanti all’I.I.S. “Leonardo” di Giarre

VISITA PASTORALE DI S. E IL VESCOVO MONS. ANTONINO RASPANTI ALL’ I.I.S “LEONARDO” TEMA AL CENTRO DELL’ INCONTRO LA SPERANZA
SECONDO MONS RASPANTI “LA SPERANZA E’ COME UN GRANDE AMORE:SE CERCHIAMO DI DOMINARLA, LA PERDIAMO”.
S.e il vescovo mons. Antonino Raspanti ha visitato ed incontrato la comunità scolastica dell’I.i.s“Leonardo”, accolto dal dirigente scolastico, dottoressa Tiziana D’ Anna, da una delegazione di studenti, costituita dai rappresentanti d’istituto degli studenti e dei genitori e della consulta provinciale.
Dopo i saluti istituzionali da parte della preside e del presidente dei rappresentanti d’ istituto Andrea Grasso, mons. Raspanti ha incontrato gli studenti nell’aula magna dell’istituto e raggiunto gli altri nelle loro classi con una diretta streaming. Il tema al centro dell’incontro è stato la speranza, declinato tra arte e poesia.
Gli studenti hanno letto poesie di Pablo Neruda, di Erri De Luca e di Yiruma, fatto proprie riflessioni sull’ opera “la Speranza di Giotto”, eseguito un brano inedito, composto dell’alunno Gianluca Spartà, il cui spartito è stato donato al vescovo ed infine hanno presentato a sua eccellenza un video “La speranza secondo il Leonardo” incentrato sul tema della speranza.
Alla domanda degli studenti su che cosa rappresentasse la speranza per mons. Raspanti egli ha risposto:”𝐿𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎, 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑒, 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎, 𝑠𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎. 𝑁𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 ’70, 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑎𝑟𝑚𝑎𝑡𝑎 ℎ𝑎 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑜𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎, 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑐𝑎𝑛𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎𝑛𝑑𝑜𝑙𝑎. 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑎𝑣𝑖𝑎, 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑚𝑎𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑖 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖: 𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀, 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎. 𝑈𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑟𝑟𝑒𝑑𝑖𝑚𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑠𝑒́ 𝑢𝑛 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑒𝑠𝑎𝑢𝑟𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎. 𝐿𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑛 𝑃𝑖𝑛𝑜 𝑃𝑢𝑔𝑙𝑖𝑠𝑖 ℎ𝑎 𝑠𝑐𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝑆𝑒𝑏𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜, ℎ𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎, 𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑣𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑟𝑖𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑛𝑜, 𝑑𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑑𝑢𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑖𝑙 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒: 𝑠𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑙𝑎, 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜. 𝐸̀’ 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎”.
La conclusione dell’incontro coordinato e presentato dalla docente Rosa Torrisi ed i saluti finali sono avvenuti sulle note del “Canone in re maggiore” di Johann Pachelbel, eseguito dai musicisti Benedetta Vecchio e Gianluca Spartà.