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Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Trittico dell’orrore

ATTESA

S’accendessero sogni stanotte

nell’azzurro intenso pozzo del cielo

contro dirupi s’impiccano i venti

(quali mani, quali interne radici

tra la terra e il cielo?).

Le stelle della notte hanno i tuoi occhi

Prometeo stupito del tuo sillabare

del tuo cuore che batte gli istanti

— congegno perfetto dell’Essere

che all’eterno si misura –.

Quando sfidasti gli abissi a rubare

quel sole, galassie sbocciarono al sonno

di termiche fissioni

le madri dolci di un tempo

urlarono la perduta speranza

i loro occhi di ghiaia si fecero mare:

“Pietà per gli inermi gli ignudi i perduti

per i nostri corpi di ghiaccio, le nostre teste

di piombo, per i fanciulli lisergici alla roccia del Niente

per noi

inebetite nelle viscere di fuoco

a spingere il grumo che non è forma

al primo vagito cianotico

nei fiumi sanguigni della terra”.

Prometheus pithecanthropus è pronto

(erectus), sorride:

sul geiger del pesco

passando

la luna ha posato una perla;

occhi d’arancia,

bambini,

la stanno a guardare.

Mandano agli angeli

(forse)

le loro farfalle.

TARTARUGA LUNARE

Adesso che i tuoi denti azzannano la sabbia

le ere geologiche le stratificazioni dell’essere

l’urlo si ripete nei secoli dei secoli

l’orma resta intatta sopra il cuore

(fossile-calcare d’incrostazioni primordiali)

lago del tempo

che all’occhio cobalto del cielo

fulmina l’orrore dell’attesa.

Domani cadranno le stelle

come petali di pesco sul palmo

della tua mano

cadrà anche la notte

perché al tuo confine organico

lagune di baci non dilatino

il volume dell’anima

(peste mansueta dell’equilibrio animale-vegetale)

spauracchio tra le tue dita d’amianto

ai due capi del cordone da saldare

faber Polytechnicus

attento al clinàmen

che accenda l’avventura dei pianeti

che s’inseguono.

Cadranno anche i sogni sul tuo naso

greco, sulla tua fatica eterna

come se d’un tratto ti spogliassi

delle ferite delle morti delle tristezze

ora che il macigno è spinto fino all’erta

formo al punto zero

dove occidente e oriente s’incontrano

nell’improvviso scambio di dalie anemoni rose

funghi celesti come pioggia di soli

neanche un grido

niente.

IL SENSO DELLA VITA

Certo, il vortice che accavalla gli eventi

la vita spazza in perenne desuetudine,

il ritmo dei giorni spezza ancora prima

di poter dire d’averli vissuti.

Eppure talvolta dentro insensata

esplode voglia di vivere: un’irresistibile

smania di atti elementari che, in fondo,

incarna il senso stesso della vita.

Sarebbe bello — ti dici –, non fosse

sùbito spenta dal potenziale massacro

che ruota sulle nostre teste, dalla certezza

che inutile sia agire, fare, programmare,

se ogni attimo a concluderci basta

il tocco lieve del dito d’un folle.

 

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Nato a Giarre nel 1941, Franco Pappalardo La Rosa si è laureato in Giurisprudenza a Torino, dove vive dal 1963. Giornalista, critico letterario, poeta e narratore, ha collaborato alle pagine culturali de L’Umanità, del Giornale del Sud e della Gazzetta del Popolo e a numerose riviste letterarie. Ha redatto: “voci” per il Dizionario della Letteratura Italiana (Milano, Tea, 1989), per il Grande Dizionario Enciclopedico – Appendice 1991 (Torino, UTET, 1991) e per il Dizionario dei Capolavori (Milano, Garzanti, 1994). In volume ha pubblicato: Il filo e il Labirinto: Gatto, Caproni, Erba (Torino, Tirrenia Stampatori Editrice, 1997); Cesare Pavese e il mito dell’adolescenza (Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1993, 1a ristampa); Lo specchio oscuro: Piccolo, Cattafi, Ripellino (ibidem, 2004); Viaggio alla frontiera del Non-Essere: la poesia di Giorgio Caproni (ibidem, 2006); Il poeta nel “labirinto”: Luciano Erba (ibidem, 2006); Alfonso Gatto: dal surrealismo d’idillio alla poetica delle “vittime” (ibidem, 2007); Il fuoco e la falena. Sei poeti del Novecento: Caproni, Cattafi, De Palchi, Erba, Piccolo, Ripellino (ibidem, 2009); Cinque studi. Esemplari di narrativa italiana del Novecento (su “Associazione indigenti”, di M. Collura, “Caro Michele” di N. Ginzburg, “L’amore è niente” di M. Lattes, “Il Compagno” di C. Pavese, “Fratelli” e “Il Custode” di C. Samonà), Torino, Achille e La Tartaruga, 2015; Le “storie” altrui: narrativa italiana del penultimo Novecento (77 recensioni e interviste), ibidem, 2016. Autore anche di narrativa e di poesia, ha pubblicato: Il vero Antonello e altri racconti, Acireale, Lunarionuovo, 1985; Angelo, Torino, Ananke, 1999; Il caso Mozart, Roma, Gremese, 2009, postfazione di G. Barberi Squarotti (romanzo finalista al premio Brancati-Zafferana 2009); Rondò. Tre racconti, Milano, Mimesis, 2012, nota critica di G Tesio; Farandoletta. Un sogno in Sicilia, romanzo, Torino, Achille e La Tartaruga, 2018; Il Melomane, romanzo, ibidem, 2022; L’orma di Sisifo. Poesie 1958-2012, nuova edizione con inediti, ibidem, 2020 (contiene le poesie apparse, rispettivamente, nelle sillogi: Il cuore, la metropoli, Padova, Rebellato, 1969, e Ultime dalla Còlchide, Torino, L. G. C., 1978).
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