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Le intimidazioni alla procuratrice per i minorenni di Palermo e le funzioni del Tribunale per i minorenni

Un foglio pervenuto presso il palazzo di giustizia, che si trova all’interno del complesso del Malaspina, destinato alla procuratrice Claudia Caramanna, ha scosso la calma apparente diuna sequenza di giorni estivi, rievocando, peraltro, eventi di cronaca controversi ancora irrisolti nei confronti dei più illustri colleghi nell’ambito delle stragi del novantadue.

Il ritrovamento risale esattamente allo scorso cinque agosto e, per la procuratrice, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Massimo Mariani, ha già disposto il potenziamento della scorta.

Indagano sull’accaduto i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura di Caltanissetta: disposte una serie di analisi sul foglio, affidate ai carabinieri del Ris. Altri accertamenti, invece, sono stati compiuti al momento del sopralluogo nelle stanze della procura.

Per il magistrato è la seconda intimidazione, a lei direttamente destinata, in un anno e mezzo: a marzo del 2023, infatti, si era registrata un’incursione nella stanza della procuratrice che era stata messa a soqquadro.

Ora, rispetto ai fatti accaduti gli inquirenti svolgeranno approfondite indagini allo scopo di risalire ai responsabili; tuttavia, è chiaro come le minacce siano espressione diretta dell’azione condotta dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni presso il tribunale per i minorenni, la cui attività non si esaurisce nell’applicazione rigida di norme processuali, ma interessa aspetti di rilevanza sociale nei confronti di soggetti minorenni vulnerabili a causa della loro estrazione, molte volte, contigua ad ambienti criminali.

Sulla scorta di tali accadimenti, si può trarre l’occasione per citare l’importanza che rappresenta il Tribunale per i minorenni, il qualenacque dall’esigenza di garantire a bambini ed adolescenti un’adeguata tutela cucita loro addosso su misura,attraverso una strategia adottata da parte dello Stato nei confronti di qualsiasi ente o individuo che potesse, anche solo potenzialmente, ledere ai minori stessi.

Esso risponde anche all’esigenza di controllare e sanzionare la devianza minorile con modalità che possano avere sì funzioni punitive ma anche portare ad un re-inserimento sociale dei giovani.

A riprova dell’intenzione di plasmare un’istituzione a misura dei minori, vi è la composizione del Tribunale: oltre ai giudici togati ciascun procedimento vede anche due giudici onorari, scelti non tra magistrati di carriera ma tra soggetti con particolari competenze in discipline umanistiche, psicologiche e pedagogiche.

Tante sono state, nel corso degli anni, le iniziative di riforma che hanno coinvolto la competenza del Tribunale per i minorenni modificandola, ampliandola o restringendola. A titolo di esempio, il DPR 616/1977 relativo alla de-carcerizzazione minorile, ma ancora, in ambito civile, la legge n. 219/2012 prima ed il d.lgs. n. 154/2013 dopo, che hanno eliminato le differenze tra filiazione legittima e filiazione naturale, determinando lo spostamento della competenza dei procedimenti tra genitori per la regolamentazione dei rapporti tra figli nati fuori dal matrimonio dal Tribunale minorile al Tribunale Ordinario.

Il Tribunale per i minorenni esercita ampie competenze in materia civile, penale ed anche amministrativa. In tutti e tre i casi, caratteristica centrale è quella di prevedere procedimenti più snelli rispetto a quanto avviene presso i Tribunali Ordinari: la minore formalità dei procedimenti permette una più estesa rapidità e quindi la possibilità di emettere provvedimenti mirati agli specifici bisogni dei minori interessati.

Dal punto di vista civile, fondamentale è stata la L. 219/2012 sulla filiazione, a seguito della quale, con modifica dell’art. 38 disp. att. del Codice Civile, è stata chiaramente distinta la competenza giurisdizionale tra Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni.

Il primo può oggi emettere provvedimenti che riguardano la tutela dei minori in caso di separazione, divorzio o regolamentazione rapporti circa filiazione al i fuori del matrimonio; le restanti funzioni di tutela sono svolte dal Tribunale dei Minori (nell’ottica di realizzare il principio della concentrazione delle tutele dinnanzi ad un unico organo giudiziario.

Emerge come il Tribunale per i minorenni sia un’istituzione concepita nel tentativo di fornire una più adeguata e rapida tutela per i giovani, sì da evitare che gli stessi – in particolar modo per quanto riguarda la commissione dei reati – restino compromessi in dinamiche eccessivamente lenti o non adatte alla loro personalità in “costruzione”.

Anche in situazioni peculiari e straordinarie come nell’emergenza Covid-19, le singole autorità giudiziarie minorili hanno cercato di non far venir meno l’attenzione necessaria ai procedimenti che vedono coinvolti i minorenni.

Di certo il funzionamento di tale istituzione non è esente dadifetti: in particolare, il frequente sottodimensionamento delle strutture rispetto alla popolazione, rende spesso troppo lenti e macchinosi sistemi che invece dovrebbero garantire una rapida soluzione.

In ogni modo, la decisiva attività che scaturisce dalle funzioni dei Tribunali minorili è innegabile, ed una eventuale futura loro soppressione, in favore di una sezione specializzata presso i Tribunali Ordinari, resta una situazione assai rischiosa soggetta a non poche perplessità.

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Sono animato dalla straordinaria passione per il diritto, quest'ultimo inteso come occasione inestimabile di ricerca di giustizia e verità. Sono un legale e mi occupo, altresì, in qualità di docente di insegnamento, consapevole dell'importanza fondamentale di formare ed informare le persone con le quali ho costantemente il privilegio di poter interloquire, investendo, su quei valori alti del convivere umano e civile che, talora, la mediocrità di questo tempo sembra non considerare. Amo la scrittura che si traduce nella capacità di comunicazione e, a tal proposito, vanto collaborazioni con alcune tra le più prestigiose riviste giuridiche scientifiche online, come Diritto.it, Altalex e Quotidiano Legale. Sul piano professionale, inoltre, sono un amministratore condominiale, iscritto presso il registro nazionale Confedilizia, nonché mediatore civile e commerciale ed arbitro presso la Camera Arbitrale Internazionale. Mi nutre pure la passione per il sociale, la quale è coincisa con l'impegno personale nel mondo dell'associazionismo e in compagini politiche, sempre e comunque, a sostegno del bene comune come propria stella polare. Credere sempre, fermarsi mai.
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