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“L’amica degli amici ” inguaia Rosanna Natoli, consigliera laica del Csm

“Lei è amica degli amici,ora risolviamo questa situazione” questa è l’espressione grottesca di Rosanna Natoli, consigliera del Csm, registrata ad arte dal giudice civile di Catania Maria Fascetto Sivillo, è scoppiato l’ennesimo scandalo nel mondo giudiziario. L’avvocatessa di Paternò ,molto vicina al Presidente del Senato Ignazio La Russa, si è dimessa dal commissione disciplinare che doveva trattare il caso della Fascetto Sivillo, sottoposta ad un procedimento disciplinare. Lo scenario descritto dal caso Palamara continua ad offrire evoluzioni sempre più originali con nuovi coup de theatre , pur sempre densi di opacità. Ora siamo alle raccomandazioni che si pongono in essere per favorire l’uno o l’altro, consegnando all’opinione pubblica ancora una volta un’immagine  e una realtà  inaccettabile di organi delicati e sensibili. Tra l’altro la Natoli per una coincidenza del destino ,poco tempo fa la stessa consigliera del Csm si era particolarmente distinta nell’opposizione alla nomina di Sebastiano Ardita a Procuratore Capo a Catania. Adesso questo nuovo caso depone per la necessità urgente e improcrastinabile di una vera riforma dell’organo di autogoverno dei giudici anche se, adire il vero, la maggioranza degli italiani poco sanno di questi vicende scandalose, mentre sono veramente interessati al funzionamento della giustizia penale e civile che si fondi sull’efficienza e sulla credibilità degna di un Paese moderno.

 Rosanna Natoli e Ignazio La Russa 

Mi pare di poter affermare senza tema di smentita che i cittadini non hanno una scarsa fiducia nella politica e sempre meno dei giudici, oggi più che mai, quando vengono messi negli organi di garanzia qual è il Csm persone che non hanno i requisiti etici, di preparazione e competenza per assolvere al compito rivestito. Prima la spartizione delle nomine ai vertici degli uffici giudiziari a cui si dedica alacremente la “correntocrazia” dei magistrati, spalleggiata e sostenuta dalla politica, ora questo tentativo di favoritismo per cancellare una sanzione disciplinare. Ribadisco che il vizio è all’origine della legge istitutiva del Consiglio Superiore della Magistratura e a mio avviso poco cambierà nel futuro in queste trite e aberranti logiche di potere. Uscita fuori la vicenda l’avvocatessa pensa bene  di dimettersi dalla commissione disciplinare di cui faceva parte ma resta componente a pieno titolo del Csm, è il fatto non è assolutamente consolante,  sono curioso di capire che ne pensa Sergio Mattarella che presiede l’organo di autogoverno della magistratura.

 

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Rosario Sorace, nasce a Giarre il 13 maggio 1958;nel 1972, a 14 anni, inizia un intenso impegno politico e sociale. A soli 25 anni diventa segretario regionale dei giovani socialisti in Sicilia e dopo due anni, nel 1985, viene eletto al Consiglio Comunale di Giarre. Successivamente, viene eletto al Consiglio Provinciale di Catania dove svolge la carica di Assessore allo Sviluppo Economico. Nel 1991 viene eletto Segretario della Federazione Provinciale del PSI di Catania. Nel contempo consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Catania in cui ha svolto il servizio in qualità di funzionario di Biblioteca del Dipartimento di Scienze Chimiche. È giornalista pubblicista dal 21 maggio 2021. Collabora dal 2018 con i giornali on line IENE SICULE, SIKELIAN, IL CORRIERE DI SICILIA, AVANTI LIVE e PRIMATV ON LINE. Direttore responsabile di CLESSIDRA2021 ,giornale fondato dallo stesso. È un grande di lettore di prosa e scrittore di poesie.
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