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A Catania grande attesa per “Sfracelli d’Italia. L’Italia s’è desta? ” la nuova pièce di Nicola Costa

Sabato 22 con inizio alle 21.00 e domenica 23 con due spettacoli alle 18.00 e alle 21.00 presso il Centro Culture Contemporanee Zo di Catania c’è il debutto del nuovo spettacolo “Sfracelli d’Italia”, scritto e diretto da Nicola Costa, regista, attore e drammaturgo , prolifico, impegnato artista, dotato di profonda cultura e intelligenza, ormai noto e conosciuto nella realtà siciliana che in questa pièce cerca di sintetizzare e fotografare la realtà politica, sociale, culturale e mediatica per scuotere le coscienze dal torpore e indurre a riflessioni sul tempo che viviamo.

Stavolta non è solo uno spettacolo, ma una denuncia che serve” spiega Nicola Costa lasciando al pubblico di scoprire il mistero dei temi del nuovo spettacolo il cui titolo che comunque rappresenta la sua visione non solo artistica ma anche sull’attualità, sociale, politica e antropologica di un intero paese. E proprio dal sottotitolo “L’Italia s’è desta?” si ricava l’idea dell’artista di stimolare e sollecitare la necessità di far assumere agli italiani quel senso di responsabilità civile che manca agli italiani assolutamente rinchiusi in una dimensione priva del senso di comunità. A tal proposito Nicola Costa non nasconde la sua personalità pubblica e risponde sempre con naturale schiettezza e senza indugi : “Il mio teatro non è mai il fine, ma il mezzo attraverso cui urlare, denunciare, emozionare, condividere. Il teatro è da sempre politica, ma dovrebbe esserlo in modo apartitico e dunque neutrale, oggettivo. Il mio teatro è un’esigenza.”

Il regista e attore Nicola Costa

Nicola Costa è un artista a tutto tondo con un excursus di ottimo livello dotato di una poliedricità assai rara e riscendo a conciliare il ruolo di attore, drammaturgo e regista ed avendo al suo attivo ben quindici di testi scritti per il teatro, rappresentati in tutta Italia tra teatri, anfiteatri, scuole, istituti penitenziari. Il suo lavoro “Sfracelli d’Italia” è stato allestito per il gruppo interpreti del Laboratorio Accademico di Drammatizzazione Permanente nell’ambito del progetto artistico-culturale denominato Centro Studi Teatro e Legalità di Catania, diretto dal punto di vista artisti dallo stesso Costa. Il teatro di Nicola Costa è senza dubbio un percorso intriso di progettualità filosofica ed artisticamente orientato che non fa sconti a nessuno e non risparmia verità che possono essere sgradite come un pugno allo stomaco, però riservando sempre emozioni forti, trasfusi a volte in poesia dai toni crudeli con il tentativo di coinvolgere lo spettatore alla riflessione. I contenuti trattati sono tipici del teatro come strumento di lotta civile rifacendosi alla memoria storica ed evocando il tempo attuale. La regia di Nicola Costa è sempre certosina e attenta ai dettagli, messa al servizio di un gruppo di interpreti coesi, affiatati e consolidati che hanno maturato una collaborazione in altri allestimenti convincenti (in tal senso bisogna ricordare i sold out di “Ritratto di un’Isola” o de “Il viaggio – Storie di migranti di ieri e di oggi”, opere e spettacoli che sono stati accompagnati entrambi da critiche entusiaste ed unanimi da parte di stampa e pubblico). Tra l’altro tutti gli attori interpreti sono legati da una grande fiducia e da un legame profondo nei confronti del loro maestro, direttore, regista e amico.

Nicola Costa sul palcoscenico

Penso ad un teatro vero, orientato, contributivo – soggiunge Costa- che sappia dare senza nulla pretendere. L’unico progetto che seguo e di cui mi interessa discutere è quello del lavoro personale e di squadra, all’insegna del sacrificio, della collaborazione, della disciplina, del risultato. Da tutto il resto mi dissocio con naturalezza e senza troppo dispiacere. Ai miei ragazzi chiedo di non recitare, ma di essere. Recitare non serve. Questa cosa lasciamola fare ai politicanti, ai meschini, agli infami. Gli artisti devono saper far altro: devono essere autentici, nudi, credibili. Questo paese, in questo tempo sbandato, ha bisogno di credibilità”. Le parole usate dal regista sono esplicite, chiare, forti, coraggiose e niente affatto retoriche, proprio com’è il suo modo di fare teatro che non lascia mai nulla alla casualità provocando un’attesa più che motivata per uno spettacolo su cui c’è tanta curiosità. In scena: Orazio Calì, Daniele Caruso, Tiziana Cosentino, Tiziana D’agosta, Daniele Di Martino, Filippo Giurbino, Alfio Mazzaglia, Leonardo Nicolosi, Marco Sambasile e Lavinia Scalzo con l’assistenza alla regia di Irene Galcagno, reciteranno tematiche di democrazia, di informazione manipolata, di subordinazione, di condanna per quanto sta accadendo nella striscia di Gaza, di violazione della Costituzione e di mancate iniziative che rischiano di far sprofondare il nostro belpaese in una palude. Nella speranza, ovviamente, che i versi dell’autore catanese, insieme alle numerose citazioni di Pertini, Calamandrei, Hugo Gogol,Brecht Gramsci,Fava,Prezzolini, Morante, Petri, Dostoevskij, Sordi, e tanti altri , siano soprattutto forieri di sani cambiamenti e non soltanto di amarezza senza via di fuga.

Per entrare a fare parte di questa struttura si può contattare la segreteria al numero 3473554340 in modo da prenotare il proprio colloquio, oppure scrivere un messaggio privato sulla pagina o inoltrare una E-mail all’indirizzo nicolacostateatro@gmail.com.

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Docente di Scuola primaria con un ottimo curriculum professionale. Nel corso della sua oltre trentennale carriera ha avuto numerosi ruoli tra cui un incarico di vicaria in un Istituto scolastico e numerose responsabilità di progetti nell’ambito didattico ed educativo. Nella sua lunga esperienza professionale ha perfezionato la cura di un testo scritto oltre la lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, nonché l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna, l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni scientifiche, storiche. Possiede naturali doti di empatia e di leadership nei gruppi umani. È giornalista pubblicista.
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