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La correntocrazia del CSM spalleggiata da giochi di potere politici avvelena la magistratura

E’ una storia vecchia, sin dall’istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura, il fatto che le nomine ai vertici degli organi giudiziari sono molto spesso frutto di una mediazione politica tra componenti elettivi(laici) e quelli togati. L’influenza dei partiti nella vita interna del Csm è stata sempre pesante, non si è mai allentata, al punto che sono nate le famose correnti giudiziarie, tipico specchio per le allodole, perfettamente simmetriche al sistema politico e partitico. Nella “prima repubblica” certe pratiche spartitorie dei vertici degli uffici giudiziari venivano perseguite in modo silente e meno clamoroso anche per la nota consociazione delle forze politiche di governo e opposizione, non venivano alla luce gli intrighi per l’assenza di un sistema dei mass media così pervasivo e attento a quel che avviene oggi nel “Palazzo”. I cittadini ignorano le vicende interne del “pianeta giudiziario”, nessuno conosce i requisiti per assurgere a determinate cariche, non essendoci, a quanto pare,  un protocollo di regole oggettive precise. Mi viene in mente con amarezza e indignazione quando Giovanni Falcone non venne nominato procuratore a Palermo per l’opposizione pervicace dei colleghi che gli preferirono un magistrato più anziano. Oggi registriamo una notizia clamorosa riportata da Mario Barresi su “La Sicilia” del 17 Maggio, il quale fa il punto sul complicato stato dell’arte della scelta del Procuratore a Catania, riportando indiscrezioni attendibili che un’ importante carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, condizionerebbe la nomina del procuratore capo di Catania indicando ai propri uomini di fiducia,  di non votare Sebastiano Ardita, magistrato dalle eccellenti e riconosciute qualità professionali, personalità che ha mostrato sempre di rispettare le garanzie processuali e di prediligere una giustizia solerte, efficiente e pervasa dal senso di umanità, non esclusivamente punitiva. Un giudice dalla schiena dritta non condizionabile dai gruppi di potere, intransigente protagonista nella lotta alla corruzione, scrupoloso Pubblico Ministero con una vasta esperienza giudiziaria, profondo conoscitore del sistema carcerario, convinto difensore del 41/bis e degli strumenti legislativi introdotti nella lotta alla mafia.  Credo che gli strali su Sebastiano Ardita siano anche da imputare anche al fatto che insieme a Nino Di Matteo,   si sono battuti per il superamento delle correnti nella magistratura, per una riforma che introducesse il metodo del sorteggio nella scelta dei togati del Csm.  Occorre ricordare che Sebastiano Ardita ha sempre rinunciato alle varie sollecitazioni provenienti da più parti di entrare nell’agone politico, persino recentemente ha ricevuto la proposta di correre come sindaco di Catania (per onore di verità l’idea del sindaco Ardita come “civico” fu avanzata da Marco Pitrella), offerta proveniente da Fratelli d’Italia che oggi, invece, si opporrebbe con alcuni componenti (tranne Felice Giuffrè, laico di Fdi) alla sua nomina di Procuratore capo. La stato attuale presenta un bailamme davvero incredibile, con numerose candidature da Catania e da altre sedi, presentandoci un’immagine poco edificante, uno scenario di lacerazioni di un sistema giudiziario   lento, farraginoso e inestricabile , in cui occorrono riforme “vere”, che non limitino bensì rafforzino l’autonomia e l’indipendenza dei giudici, valore fondante nella divisione dei poteri di una democrazia liberale.

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Rosario Sorace, nasce a Giarre il 13 maggio 1958;nel 1972, a 14 anni, inizia un intenso impegno politico e sociale. A soli 25 anni diventa segretario regionale dei giovani socialisti in Sicilia e dopo due anni, nel 1985, viene eletto al Consiglio Comunale di Giarre. Successivamente, viene eletto al Consiglio Provinciale di Catania dove svolge la carica di Assessore allo Sviluppo Economico. Nel 1991 viene eletto Segretario della Federazione Provinciale del PSI di Catania. Nel contempo consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Catania in cui ha svolto il servizio in qualità di funzionario di Biblioteca del Dipartimento di Scienze Chimiche. È giornalista pubblicista dal 21 maggio 2021. Collabora dal 2018 con i giornali on line IENE SICULE, SIKELIAN, IL CORRIERE DI SICILIA, AVANTI LIVE e PRIMATV ON LINE. Direttore responsabile di CLESSIDRA2021 ,giornale fondato dallo stesso. È un grande di lettore di prosa e scrittore di poesie.
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