Professionalità e bravura al Reparto di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliera del Cannizzaro

Dal Sud si paventa il pericolo che l’approvazione dell’autonomia differenziata dovrebbe allargare il gap tra i servizi pubblici tra le regioni settentrionali e quelle del meridione spezzando in due il Paese. Naturalmente uno dei settori che corrono il pericolo maggiore è quello della sanità, già abbondantemente affetta da numerose criticità , sia per il personale assai carente che per le strutture spesso obsolete. Mancanza di nuove assunzioni, lunghe lista d’attesa per visite ed esami, pronto soccorsi in tilt nonostante l’abnegazione e l’impegno profuso dei medici e del personale sanitario sempre in prima linea per assistere i malati con cortesia e disponibilità. Ed è quello che ci segnala la nostra amica scrittrice Marinella Fiume, recentemente vittima di un incidente che l’ha costretta al ricovero presso l’Unità Ospedaliera del Cannizzaro di Catania, reparto di ortopedia, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico, e che oggi prende posizione con determinazione facendo una breve riflessione per difendere l’eccellenza della nostra sanità pubblica. Marinella ha avvertito l’esigenza di “fare un elogio al reparto ortopedia del Cannizzaro di Catania ,diretto dal dottor Longo. Sono stata operata di una brutta frattura all’omero da un giovane ortopedico dell’equipe, il dott. Salvo con metodiche di nuova generazione e grande competenza”. La scrittrice ha osservato che ha trovato il personale di questo reparto

Marinella Fiume
“all’altezza anche tutti gli altri medici dello staff nonché il personale d’anestesia e lo strumentista di sala operatoria Maurizio. Fantastico coordinamento con gli altri reparti: l’otorino Giuseppe Rossi è intervenuto per operarmi al naso approfittando dell’anestesia. Grazie all’ortopedica dott.ssa Paola Napoli che in reparto mi ha tenuta quotidianamente informata, al dott. Gangi che mi ha visitato ogni giorno, al personale infermieristico affabile e disponibile anche nei turni notturni. Grazie infine alla dottoressa Francesca Catalano, Senologa, che ha prontamente fatto intervenire una fisioterapista per controllare la natura del gonfiore al braccio. In Sicilia si può!!!” aggiunge in tal modo la scrittrice a cui auguriamo pronta guarigione, facendo un appello, al di là di qualsiasi appartenenza politica o partitica, “che il decreto Calderoli -come afferma Marinella- non distrugga tutto ciò”.