L’indimenticabile Martin Luther King, apostolo non violento della lotta contro il razzismo

Il 4 aprile 1968, veniva assassinato Martin Luther King, a soli 39 anni, un uomo che dedicò la sua intera esistenza nella difesa dei diritti civili per consentire la parità per tutti coloro che venivano discriminati per motivi razziali. Nacque ad Atlanta(Georgia nel 1929). Figlio di un predicatore della chiesa battista e la madre una maestra, maturò ben presto una forte coscienza civile e sociale. In poco tempo si affermò per le sue battaglie e le sue lotte divennero celebri in tutto il mondo. Dotato di una personalità carismatica e di un’oratoria travolgente, veniva seguito e amato dalla gente che vedeva in lui una speranza di luce e un punto di riferimento nella lunga strada per il riscatto e per la libertà dalle catene della discriminazione e della segregazione razziale. Soleva affermare una metafora fulgida “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuoto come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli”. Era profondamente intriso di religiosità e aspirava ad una lotta non violenta per i diritti degli afroamericani. E’ stato un apostolo della pace e della fratellanza universale.

Martin Luther King
Negli Stati Uniti la divisione tra i bianchi e i neri era marcata dalle uso delle fontanelle pubbliche , al teatro dove i bianchi e i neri si sedevano divisi e persino nei posti degli autobus pubblici. Martin Luther King si impegnò tutta la vita per la parità diritti di fronte alla legge tra bianchi e neri con metodi pacifici e anche per il riscatto sociale dei poveri, avvertì che la sua missione era quella di lottare per il suo popolo e scrisse, tenne discorsi e organizzò proteste e dimostrazioni di massa non violente per attirare l’attenzione del pubblico sulla discriminazione razziale, e per richiedere una legislazione sui diritti civili che proteggesse i diritti degli afroamericani. Venne ordinato pastore nel 1947, immediatamente divenne elemento attivo della “National association for the advancement of colored people”, in cui trasfuse il metodo di lotta della “non violenza” di M. K. Gandhi. Divenne pastore a Montgomery (Alabama) dal settembre 1954 dove cominciò la sua lunga marcia per la libertà e per la parità.
Nel periodo che va dal 1955 al 1960 si distingue per essere un attivista del movimento per l’integrazione razziale e promuove grandi mobilitazioni di iniziative per l’abolizione di tutte le forme legali di discriminazione negli Stati Uniti. Arrestato per la prima volta nel 1956, l’anno dopo divenne presidente della “Southern christian leadership conference”, organizzando numerose “marce” del suo “esercito della non violenza” per protestare contro la segregazione razziale. Si trasferì ad Atlanta dal 1960, cominciò a compiere numerosi viaggi all’estero. Celebre il suo discorso che pronunziò il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington quando King disse la famosa frase “I have a dream (“Ho un sogno”).

Martin Luther King
Venne arrestato più volte per la sua attività subendo varie aggressioni . Da ricordare i suoi sermoni a commento di passi dei Vangeli raccolti sotto il titolo “Strength to love” che sono scritti di grande intensità emotiva e spirituale.
Nel 1964 ricevette ad Oslo il premio Nobel per la pace e nello stesso anno il suo ruolo fu decisivo per l ‘approvazione negli Stati Uniti della legge sui diritti civili, voluta dal Presidente americano Lyndon Johnson.

Lyndon B. Johnson
Si schierò sempre per la pace nel Vietnam. Nel 1966 venne ferito da un estremista bianco durante una “marcia”,
Nell’aprile del 1968 Luther King si recò a Memphis per partecipare ad una manifestazione a favore degli spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero. Ma un giorno, mentre era sulla veranda dell’albergo, dalla casa di fronte vennero sparati alcuni colpi di fucile da un razzista bianco che lo ferirono a morte. La notizia si diffuse in tutti gli Stati Uniti, l’emozione e l’impressione scatenò parecchie manifestazioni in tutte le città della Nazione da parte degli afroamericani, molte di queste proteste violente soprattutto a Washington. Il Congresso si decise ad approvare le più urgenti leggi integrazioniste, in particolare quelle sugli alloggi.
Resta una figura importante e indimenticabile del novecento che seppe interpretare in modo straordinario il bisogno di liberarsi dalle oppressioni e dalle ingiustizie non solo dei neri americani ma di tutta l’umanità.