La Regione siciliana capofila per l’introduzione del rimborso “caro-mutui”

Quando si parla di caro-mutui sono diverse le cause capaci di determinare tale fenomeno, e tra queste, in verità, esercita un’influenza l’appartenenza all’Unione europea le cui politiche economiche e monetarie, contribuiscono, verso la formazione di congiunture tali da incidere sull’innalzamento dei tassi e, quindi, in relazione al costo del denaro. Ciò risponde in qualche modo ai cedimenti degli spazi di sovranità nazionale che derivano dall’adesione ai Trattati istitutivi firmati a Roma e Parigi, dai quali è seguito un costante processo di armonizzazione dei singoli ordinamenti nazionali con quello europeo, anche attraverso la creazione di organismi europei appositamente deputati a regolamentare, in chiave unitaria, numerosi aspetti che, si riflettono in ordine alla quotidianità di imprese e famiglie.
In particolare nel giugno del 1988 il Consiglio europeo confermò l’obiettivo della progressiva realizzazione dell’Unione economica e monetaria (UEM) e assegnò a un comitato guidato da Jacques Delors, all’epoca Presidente della Commissione europea, il mandato di elaborare un programma concreto per il suo conseguimento. Il Comitato era composto dai governatori delle banche centrali nazionali della Comunità europea, da Alexandre Lamfalussy, ai tempi direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, da Niels Thygesen e Miguel Boyer, in quegli anni rispettivamente professore di economia in Danimarca e presidente del Banco Exterior de España.
L’esito dei negoziati fu il Trattato sull’Unione europea, approvato nel dicembre 1991 e firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992. Con esso si intendeva emendare il Trattato che istituiva la Comunità economica europea e conteneva, fra l’altro, il Protocollo sullo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea e il Protocollo sullo Statuto dell’Istituto monetario europeo. Tuttavia a seguito di lungaggini per ciò che attiene il processo di ratifica, il Trattato di Maastricht entrò in vigore soltanto a partire dal primo novembre 1993.
Sulla scorta di tali premesse, ogni volta che, la Bce annuncia un rialzo dei tassi di interesse, gli intestatari dei mutui iniziato a temere possibili aumenti, la cui misura, peraltro, non è sempre agevolmente individuabile, ma oggettivamente percepita. Di recente per tentare di mitigare la portata di questi effetti negativi, è stata lanciata la prima piattaforma finalizzata ad abbattere gli indici del prestito variabile versati nel 2022 e 2023 per l’acquisto della prima casa: la Regione Sicilia, quindi, ha stanziato cinquanta milioni di euro a fondo perduto per circa venticinquemila contratti.
I soggetti interessati potranno accedere alla misura di sostegno contro il caro-mutui tramite la piattaforma dell’Irfis, una società finanziaria per il mediocredito con sede a Palermo. La Sicilia rappresenta la regione che per prima decide di intraprendere un’iniziativa in modo pratico contro il rialzo dei tassi di interesse dei mutui e, in tal senso, le procedure sono già state avviate allo scopo di sostenere le famiglie a basso reddito che hanno subìto un aumento della rata del mutuo del 3%, accelerando l’iter procedurale dalla presentazione delle domande fino al conseguimento della liquidazione delle somme.
La finestra per la presentazione delle domande di contributo sarà aperta fino al 29 febbraio, dopodiché prenderà avvio la fase di valutazione delle istanze, le quali, saranno esaminate caso per caso in base ai dati Isee 2023 o 2024 che non potranno oltrepassare la soglia dei trentamila euro per accedere al contributo anzidetto.
La misura, più nel dettaglio, prevede, un’erogazione a fondo perduto proporzionale alla quota di interessi passivi – a tasso variabile – pagati negli anni 2022 e 2023 per i mutui prima casa per un massimo di 1.500 euro per annualità. Potranno pure accedervi tutti gli intestatari di mutui a tasso variabile per l’acquisto o la costruzione della prima casa. Là dove si rivestisse la qualità di cointestatari dei mutui, sarà anche possibile presentare due domande distinte per due diversi contributi.
Per ciò che attiene, poi, le indicazioni di Federconsumatori sui reati commessi dagli eventuali richiedenti, l’Irfis ha istruito l’avviso analogamente a quelli a valere sui fondi extraregionali. Infine, a riguardo delle riserve sulla tutela della privacy dei soggetti che compariranno nella futura graduatoria, l’Irfis si muove già per garantire, in fase di pubblicazione, da una parte la trasparenza degli atti, dall’altra l’osservanza della riservatezza da garantire a ciascuno.
Altra questione sulla quale si è dibattuto in riferimento al beneficio in esame, riguarda l’iniziale esclusione dei cittadini stranieri dal fondo di solidarietà per l’abbattimento dell’aumento del caro mutui a tasso variabile, che, sembrerebbe illegittima e, di conseguenza, svuotata di presupposti giuridici, ma allo stesso tempo definita illogica sulla base di alcuni orientamenti formulati dai sindacati che, scrivendo al Governatore della Regione siciliana e all’assessore regionale all’economia, rivendicano la modificazione del decreto attuativo n. 78/2023.
Sulla vicenda, a stretto giro, sono intervenuti sia il presidente della Regione siciliana,Renato Schifani, che l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, annunciando che “gli aiuti della Regione contro il caro-mutui si rivolgono a tutti i mutuatari residenti in Sicilia senza penalizzazioni legate a passaporti o nazionalità“.