Giarre, incontro culturale”La persecuzione delle donne durante il nazismo” con la relazione di Carmelo Belfiore

“La lotta razziale del nazionalsocialismo veniva definita da Himmler come una battaglia mortale di uomini non soltanto contro altri uomini-come in una tradizionale guerra militare- ma anche e soprattutto contro donne e bambini. Questo aspetto della lotta razziale è stato giustamente riconosciuto da alcuni storici come un elemento della singolarità del genocidio nazista. Lo donne furono costrette a subire una violenza inaudita” ha esordito così il docente di storia Carmelo Belfiore all’incontro culturale “La persecuzione delle donne durante il nazismo”, organizzato dalla Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, dal coordinamento delle donne della zona ionico etnea e dal Lions Club Giarre e Riposto.

Carmelo Belfiore Carmelo Torrisi
Il prof. Carmelo Torrisi, Presidente della Società di Storia Patria, ha introdotto il pomeriggio dell’interessante approfondimento storico affermando che “vittime della persecuzione e dello sterminio nazisti furono sia gli uomini che le donne di etnia ebraica. Bisogna dire che le donne – sia ebree che non-ebree – furono spesso soggette ad una persecuzione e violenza molto brutale da parte del regime”. “L’ideologia nazista-ha concluso il Presidente- prese di mira anche le donne Rom (Zingare), quelle di nazionalità polacca e quelle che avevano difetti fisici o mentali e che vivevano negli istituti”. Carmelo Belfiore ha svolto un intervento denso di informazioni, molto apprezzato dai presenti per il rigore della ricerca storica e bibliografica, per una fedeltà assoluta delle fonti .

A proposito dell’inizio della grave repressione e persecuzione durante il nazismo ha osservato che “sin dal 1933 viene avviato un meticoloso programma di eugenetica volto a rafforzare la razza ariana mediante il miglioramento della riproduzione”. In tal senso viene approvata “la legge del 14 Luglio 1934 che rende obbligatoria la sterilizzazione degli individui che sono affetti da determinate tare”. “Questo dispositivo di grande violenza- ha proseguito Belfiore- ha prodotto a breve termine 400.000 mila vittime( metà delle quali donne)”. Nel 1935 la politica eugenetica decretò il divieto assoluto di contrarre matrimoni con ebrei ,zingari e con tutte le persone affette da tare che potevano compromettere la sanità della razza. Dopo è stato trattato il tema ancora più drammatico delle deportazione nei campi di stermino dove la donna era trattata in modo immondo e mortificante.

Carmelo Belfiore
E’ stato citato anche Primo Levi nel libro famoso in tutto il mondo “Se questo è un uomo” in cui si descrisse con epigrafe la condizione delle donne nei lager : “Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Colpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi: ripetetele ai vostri figli”. E’ intervenuta Nunziatina Spatafora, a nome del coordinamento delle donne zona ionico etnea, la quale ha riconosciuto a Belfiore il grande merito di avere trattato questo periodo storico con lucidità e acume e di avere gettato la luce sulla condizione femminile nella storia del nazismo e della shoah in cui le donne venivano trattate come schiave, a cui veniva negato la condizione di madri e figlie, nell’assoluta umiliazione e mercificazione del loro corpo. Il dibattito si è animato con grande passione e commozione subito dopo con interventi e domande a cui Carmelo Belfiore ha risposto con puntualità e precisione.