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Educare è un compito difficile

Educare è il compito più difficile che vi sia.
I genitori che assumono comportamenti impositivi e aggressivi dimostrano la loro incapacità a mettersi sullo stesso piano dei figli.
Per esempio, le urla creano allarme ma non educano, e se un genitore mostra segni di instabilità emotiva anche i figli non potranno che fare altrettanto.
Questo vale specialmente per preadolescenti e adolescenti, che vivono una fase di crescita e destabilizzazione, dovuta ad una improvvisa “esplosione” ormonale e ad uno sviluppo cerebrale in divenire.
Ne consegue che un’emozione poco controllata in un adulto possa scatenare analoghe reazioni emotive in una ragazza e in un ragazzo.
Pertanto occorre analizzare e controllare le proprie emozioni per capire quelle dei figli.
I genitori dovrebbero seriamente ripensare al proprio vissuto per individuare i problemi non risolti che si portano dentro, magari dalla loro infanzia e adolescenza.
Sono questi che spesso determinano pericolose distorsioni nel processo educativo.
La questione è molto più ampia e complessa, e riguarda anche gli insegnanti.
Ho pensato a questo nella prospettiva dei miei prossimi incontri nelle scuole.
E mi chiedo: non sarebbe il caso di organizzare occasioni di confronto anche con genitori e docenti?
È la domanda di sempre: chi forma i formatori?

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Laureato in Giurisprudenza nell’ Università di Catania. Avvocato penalista di lunga e consolidata esperienza, patrocinante presso la Suprema Corte di Cassazione e Giurisdizioni Superiori. In particolare modo svolge attività di assistenza e consulenza legale, nonché attività di rappresentanza e difesa in sede contenziosa e stragiudiziale, principalmente nel settore del diritto penale e prevalentemente nelle seguenti materie: Reati contro l’ordine pubblico; Reati contro la Pubblica Amministrazione; Reati contro la persona; Responsabilità medica; Diritto penale del lavoro; Reati contro il patrimonio. E’ stato uno dei fondatori del Movimento La Rete e poi deputato regionale dello stesso gruppo politico all’Assemblea Regionale Siciliana per due legislature. E’ un animatore e un attivista dell’impegno antimafia a Catania in Sicilia e si è distinto nell’attività professionale difendendo molti collaboratori di giustizia che hanno reciso i legami con Cosa Nostra.
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