La scomparsa di Rudy Van Gelder,mago del jazz

Lo chiamavano il Mago perché come i rinascimentali maghi alchimisti del XV e XVI secolo aveva i suoi segreti per registrare i dischi.
Era il migliore del settore, senza di lui tantissimi capolavori dei più grandi jazzisti della seconda metà del XX secolo non sarebbero esistiti, sotto la sapiente guida del geniale produttore Alfred Lion, coadiuvato dal fedelissimo amico e fotografo Francis Wolff, ha creato su precise direttive dello stesso Lion il sound della Blue Note la casa discografica che ha imposto un marchio, uno stile, ed un modello di registrazione che sarà quello che caratterizzerà la Blue Note.
Stiamo parlando del più grande ingegnere del suono di tutti i tempi: Rudy Van Gelder (1924-2016) morto alla veneranda età di 91 e che nel novembre del 2024 avrebbe compiuto 100 anni dalla nascita.
Van Gelder era realmente un ingegnere, ma non era affatto specializzato in acustica. Ebbene, essendo stato sempre attratto dalla registrazione dei dischi in vinile, cominciò per hobby a costruire un vero e proprio laboratorio nel quale, sfruttando al massimo la tecnologia dell’epoca, riusciva a riprodurre con eccellenti risultati le registrazioni.
Come spesso accade, l’hobby diventa un lavoro vero e proprio e Van Gelder comincia a farsi un nome registrando dischi jazz per la Savoy e soprattutto per la Prestige che ebbe il merito di affidargli le registrazioni più importanti della casa fondata da Bob Weinstock, in particolar modo quelle con Sonny Rollins e Miles Davis che ebbe a sua volta la possibilità di rilanciarsi grazie al meticoloso lavoro svolto del tecnico del suono nel salotto della casa dei suoi genitori perché Van Gelder non poteva permettersi, almeno sino al 1957, uno studio di registrazione veramente suo.
Nel tempo, se si escludono rare eccezioni, Van Gelder è riconosciuto per la qualità dei suoi lavori dai musicisti per non parlare della sua professionalità, si pensi alle sue geniali intuizioni per registrare al meglio uno strumento difficile da registrare cone il contrabbasso acustico, nonché le sue soluzioni applicate per rendere al meglio il sound del contrabbasso di un musicista come Paul Chambers che è apparso in tante registrazioni Prestige o Blue Note tanto per fare un esempio.
Dal 1957 in poi, con la nascita degli studi di registrazione di Englewood Cliffs, Van Gelder decolla, favorito anche dallo straordinario lavoro di produzione con Alfred Lion.
Lion stimava moltissimo Van Gelder al punto che sino a quando fu il proprietario dell’etichetta, non volle mai servirsi di un altro studio di registrazione perché considerava fondamentale il suo lavoro per la costruzione del suo sound.
Non a caso, quando Lion andò via, e sino a quando poteva reggere come vice produttore Francis Wolff o Duke Pearson, la Blue Note improvvisamente declinò. E, nonostante l’ingresso di nuove etichette come la Impulse per esplicita volontà di John Coltrane, poi della Verve e poi della CTI di Creed Taylor, comincia il lungo ma dignitoso declino nel quale lo stesso Van Gelder, registrando con piccole case discografiche sino agli anni 10 del XXI secolo, riprende le storiche registrazioni, rimasterizzando le vecchie per le nuove edizioni.