Lettura critica di “Impero”, libro di Tony Negri

Un libro che non ha lasciato alcun interesse in me. Un saggio? Un trattato? Una meditazione? Una fenomenologia? Di certo non un dialogo. Forse la voluta oscurità sembrava ricalcare la Fenomenologia dello Spirito o il Sein und Zeit, solo che se la prima delle due opere non era altro che il percorso fenomenologico della coscienza da autocoscienza sino a ragione e sapere assoluto, mentre l’altra opera dell’altro pensatore tedesco nazificato cercava di dare nuova linfa al vero oggetto della filosofia che sarebbe l’essere e la sua temporalità.Stavolta si è voluto fenomenizzare trasformandola in una moderna categoria dello spirito, il concetto di impero.
Come se l’impero fosse non il frutto di una politica di potenza derivante dalla storia e scontro tra stati, semmai come un ente trascendente e nello stesso tempo immanente o per utilizzare un’altra categoria filosofica una ipostasi come categoria a se stante.
Libro strombazzato, studiato persino negli Usa, come se essere studiato lì diventi automaticamente valido, finito fin troppo presto nel dimenticatoio.
Forse l’unica opera che potrei leggere è il suo saggio su Spinoza, saggio che è stato oggetto di forti polemiche
Per il resto, è stato un cattivo maestro? Non saprei, non mi ha mai interessato e quando ho provato a leggerlo ho capito perchè non era interessante.