La strada stretta della Legge di bilancio 2024 tra vincoli e speranze

Annualmente ritorna puntuale la discussione che concerne l’approvazione del bilancio dello Stato; si tratta di una materia assai delicata, la quale, effettivamente, risulta preceduta da passaggi parlamentari introduttivi, tali da tracciare un orizzonte rispetto alle future decisione da assumere durante l’importante attività che conduce all’ok del bilancio inerente i conti pubblici.
Procedendo al di fuori dei tecnicismi che caratterizzano la materia, e delle relative fasi che scansionano tale appuntamento presso gli organismi istituzionali preposti, rileva l’influenza dettata da parametri e vincoli europei, capaci di condizionare alcune scelte, limitando, altresì, la possibilità di realizzare manovre espansive ai fini dell’osservanza delle regole di finanza pubblica di chiara matrice europea.
Che le norme esistenti, peraltro condivise, si debbano rispettare costituisce esercizio di correttezza e lealtà che investe non solo i singoli, ma anche gli apparati statali, tuttavia, l’atavica questione del “debito pubblico”, che attanaglia strutturalmente il nostro Paese, costituisce, una pesante zavorra che compromette il concepimento di misure coraggiose, pena i richiami dell’Europa, a volta madre e a volte matrigna.
In questo scenario, a seguito di rilevanti settimane di lavoro, l’esecutivo in seno al Consiglio dei Ministri, ha avuto modo di dare l’ok al disegno di legge di Bilancio 2024, vale a dire il testo della prossima manovra. Il Presidente del Consiglio ha reso noto che il totale degli stanziamenti sul tavolo sarà pari a 24 miliardi di euro – tra extra deficit e tagli alla spesa pubblica – di cui ben 7 destinati alla Pubblica Amministrazione. Lo scostamento per la manovra non oltrepasserà comunque i 15,7 miliardi indicati nella Nadef, come in questi giorni sottolineato dal Ministro dell’Economia.
Essendo un testo per definizione molto articolato, non mancano di certo gli interventi in materia di pensioni, fisco e lavoro a favore di cittadini, famiglie ed imprese, anche se il taglio della spesa è un’altra caratteristica della legge di quest’anno. Il testo avrà i suoi pilastri in temi quali il cuneo fiscale, le aliquote Irpef, la denatalità e la sopracitata Pubblica Amministrazione.
Parte considerevole delle misure previste dalla manovra si collocano in ambito fiscale, ma non ci sono soltanto novità per ciò che attiene le tasse e i sistemi di calcolo delle stesse.
Con attenzione particolare al debito pubblico, e al rapporto deficit-Pil, la volontà di chi ha redatto il testo della legge di Bilancio 2024 è garantire innanzitutto la sostenibilità della finanza interna e l’equilibrio socio-economico. Sembrerebbe esclusa l’idea, tesa alla ricerca, di risorse aggiuntive che aumenterebbero la misura del deficit, invece da contenere.
Vero è che la sostenibilità del debito pubblico è un notevole impegno per l’Italia, anche in considerazione della particolare attenzione riservata dalle nuove regole di bilancio europee. Al contempo, soltanto scelte lungimiranti e accorte potranno rafforzare la fiducia degli investitori e l’immagine del Paese a livello internazionale.
La manovra di bilancio – secondo fonti di governo – sarà protesa a favorire, per quanto possibile, la crescita economica del paese. Ed è pur vero che l’incertezza internazionale e il rallentamento del ciclo economico globale rendono necessario proseguire gli interventi di sostegno mirato che – come quelli che sono stati confermati durante il 2023 – siano in grado in qualche modo di sostenere la domanda interna.
Ciò vale a significare, dunque, la conclusione di una stagione caratterizzata dall’elargizione di bonus a pioggia e spazio, invece, a favore iniziative settoriali, che vanno nella direzione di tutelare i cittadini in situazioni di precarietà e quindi più bisognosi di supporto da parte dello Stato. In tale direzione si interpretano, ad esempio, il varo dell’assegno di inclusione a partire dal 2024 e l’archiviazione del reddito di cittadinanza.
L’insieme delle decisioni che confluiscono nella legge di bilancio sono di ordine politico, esprimono cioè, l’indirizzo strategico che si intende realizzare sulla base delle complesse situazioni contingenti. Lo scopo dei rilievi condotti, pertanto, muove ben al di là di una valutazione critica finalizzata a prendere posizione rispetto alle scelte assunte, le quali, peraltro, saranno sottoposte all’iter parlamentare per gli opportuni emendamenti da ricollegare ad un testo che, per antonomasia, individua la traiettoria di marcia di uno Stato per le successive esigenze di ordine economico e sociale, in relazione all’impiego dei saldi di spesa da assegnare a ciascun ambito di pubblico interesse.
E’ lecito pensare a possibili modifiche capaci di migliorare l’inquadramento su cui è imperniata la legge di bilancio, tuttavia gli spazi di manovrabilità si presentano particolarmente esigui sin dal principio, pertanto non ci si può attendere stravolgimenti o fughe in avanti, a fronte di ristrettezze economiche che riguardano non soltanto l’Italia, ma anche economie tradizionalmente più strutturate, come quella della Germania, ad esempio, a riprova delle difficili congiunture complessive appartenenti all’attuale periodo storico.