Tiziana D’Anna, Dirigente Scolastica “La mia scuola è una finestra sul mondo”

Quando ti trovi davanti Tiziana D’Anna, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Leonardo di Giarre, non solo hai l’impressione di una donna dinamica, appassionata e intelligente ma anche la percezione di una persona realista e concreta che crede sinceramente nel ruolo strategico della scuola per educare e formare le nuove generazioni. Il Liceo che dirige è il più grande per numero di iscritti(oltre 1200 alunni) nel territorio ionico etneo e tra i più importanti della provincia di Catania. La sua gestione è stata caratterizzata da un forte impulso nel rapporto scuola/lavoro e la dirigente ha puntato alla professionalizzazione dei ragazzi e alla preparazione formativa di base per accedere alla carriera universitaria. La preside, come si diceva una volta, ha potenziato il momento di apertura della scuola alla comunità e alla società con iniziative di vario genere e tematiche originali dal carattere scientifico/sanitario a quello artistico, dagli incontri sulla legalità a quelli sul funzionamento delle istituzioni statali e civili. Tiziana D’Anna crede molto nel momento educativo e nella sensibilizzazione dei giovani per farli divenire persone educate sul piano civile e cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. Una gestione efficiente ricca di impegni al punto di arrivare ad un livello di totale saturazione fisica e mentale, portata avanti oltre il normale orario e anche grazie al contributo di collaboratori attenti e scrupolosi. L’Istituto Leonardo, nella Città delle scuole qual è Giarre , è cresciuto in modo esponenziale per merito dei vari dirigenti scolastici, dei professori che si sono succeduti, tuttavia negli ultimi anni Tiziana D’Anna ha impresso una direzione coerente e moderna, donando nuova linfa e spunti originali che hanno arricchito lo spessore culturale del Liceo Scientifico facendolo divenire la struttura scolastica più importante di Giarre. Ho sentito l’esigenza di scambiare delle idee con lei per capire meglio cosa si muove nel pianeta scuola del nostro territorio.
La scuola e la famiglia sono formazioni sociali della comunità. Quali sono le relazioni oggi?
Intanto sono lieta per questa possibilità che mi viene offerta per fare conoscere la scuola che dirigo e ti ringrazio per avermi invitata a dialogare con te.
Rispondo a questa prima domanda, soffermandomi sull’importanza del patto di corresponsabilità che ogni Istituzione scolastica, all’inizio di ogni anno, è chiamata a sottoscrivere con le famiglie. Scuola e famiglia costituiscono i pilastri su cui ogni discente deve plasmare la sua personalità. La scuola educa, forma, prepara alla vita ma ha bisogno della costante e responsabile azione genitoriale nella consapevolezza che scuola e famiglia hanno un obiettivo comune: modellare i futuri cittadini del domani. Personalmente, tutti coloro che mi conoscono possono asserirlo, sono sempre disponibile ad ascoltare le famiglie, ad accogliere i loro suggerimenti e a combattere insieme a loro per debellare i problemi che la società odierna presenta, che determinano spesso uno status di fragilità nei ragazzi.
Cos’è la scuola secondaria oggi e cos’è cambiato in questi anni?
Ti rispondo con una frase di papa Francesco: “La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni”. E’ proprio questo il punto! Oggi, rispetto al passato, la scuola è azione, la scuola è vita, la scuola è formazione, la scuola è un diritto di tutti, la scuola è accoglienza, inclusione, la scuola ha superato alcuni stereotipi e tutti noi, dal DS ai docenti, abbiamo il dovere di aiutare gli studenti: a inserirsi nel mondo del lavoro, a vincere le loro paure, le loro ansie, le loro fragilità. In questi ultimi anni la scuola sta cercando di porre al centro del processo educativo il discente per guidarlo verso l’acquisizione di competenze utili per la vita. Oggi la scuola si prende cura degli studenti, offre loro una serie di opportunità progettuali non presenti nel passato per stimolare la loro motivazione e per aiutarli nel loro processo di crescita formativa. Le criticità rimangono, vedi il vulnus dei docenti precari o la mancanza di motivazione oppure la metodologia didattica ancestrale che alcuni docenti adoperano a tutt’oggi ma i cambiamenti sono avvenuti anche a livello di innovazione didattica. Oggi l’alunno, coadiuvato, dalla famiglia, può optare e scegliere tra i vari indirizzi di studio che maggiormente si addicono alle sue attitudini e può anche avere l’opportunità di sperimentare sempre più le nuove innovazioni digitali, applicate alla didattica. Ad esempio, nel caso specifico del “Leonardo”, posso orgogliosamente asserire che tutte le sedi, via Veneto n°91, corso Europa n°10 e via Principe di Piemonte n° 92, sono dotate di laboratori innovativi a misura di studente per stimolare lo studente all’esperienza, nel significato latino del termine di “sperimentare”. Colgo l’occasione, a proposito di sperimentazione, per condividere con i lettori del giornale tutti la notizia che uno studente del liceo “Leonardo” ha creato un’ app e si è classificato al secondo posto a Bergamo nella categoria II-IV superiore dello school contest “Premio GF Marilli 2023”.Naturalmente, in generale, nella scuola di oggi, rimangono altre problematiche come la dispersione scolastica ma attraverso l’impegno costante di tutti noi siamo fiduciosi che presto si riuscirà ad arginare questa grave piaga sociale.
La scuola oggi assolve al compito di formare cittadini coscienziosi oltre che persone preparate ?
Certamente! L’obiettivo precipuo della scuola è questo: rendere gli studenti cittadini consapevoli, in grado di relazionarsi con gli altri, in grado di discernere i valori e i disvalori della società. Da questo punto di vista, al “Leonardo” si insiste molto sulla legalità attraverso opportunità formative di grande spessore offerte ai discenti. I miei studenti qualche anno fa hanno avuto il piacere di incontrare il dottor Claudio Fava; lo scorso anno hanno dialogato con Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato barbaramente ucciso nella strage di via D’Amelio, e con il dottor Ingroia, che ha evidenziato l’importanza di inseguire la Verità, di cercarla, di lottare per trovarla, senza mai rassegnarsi, anzi quasi con ostinazione, perché la verità rende liberi, ma bisogna essere liberi per poter conquistare la verità. Questo è il monito che personalmente, come DS, come mamma e come donna, rinnovo ai miei ragazzi: battetevi sempre per la verità a partire dalle piccole cose, appartenenti alla routine quotidiana!
Come si articola la formazione curriculare dell’Istituto che dirigi ?
Il “Leonardo”, lasciamelo dire, è una finestra sul mondo! Lo studente può scegliere il liceo scientifico tradizionale, il liceo scientifico opzione scienze applicate, il liceo linguistico e il liceo linguistico ESABAC, il liceo Matematico, in convenzione con le Università di Salerno e di Catania, e infine il nostro fiore all’occhiello: il liceo Biologia curvatura biomedica. Sono orgogliosa di asserire con contezza che siamo l’unica scuola nell’hinterland ionico-etneo (escludendo Catania) ad avere ottenuto lo scorso anno l’attivazione di questo indirizzo di studi. Per quanto riguarda il professionale per l’agricoltura Mazzei, abbiamo trasformato la scuola in una realtà territoriale risonante al passo con i tempi, dotandola persino di un oleificio e di un birrificio. Il “Leonardo” con la sua ricca formazione curriculare è attento ai bisogni, alle risorse, alle esigenze e alle domande delle nuove generazioni.

Non avverti nel tuo ruolo il rischio di essere sommersi dal burocratismo, malattia senile di uno Stato spesso inefficiente?
Il rischio c’è ma è anche vero che l’impegno e la dedizione che manifesto nel mio ruolo sovrastano l’adempimento delle pratiche burocratiche. I miei docenti e il personale ATA possono testimoniarlo! Sono sempre presente a scuola, mattina e pomeriggio, e sono sempre disponibile ad ascoltare gli altri, al dialogo e alla risoluzione delle problematiche.
Il rapporto con gli enti locali a che punto è ?
Il rapporto con gli enti locali si è sempre configurato come un’alleanza educativa, volta a soddisfare le esigenze delle famiglie, degli studenti e del territorio. Direi che è un rapporto di dialogo, condivisione e collaborazione anche se si può sempre migliorare. Recentemente, ad esempio, una rappresentanza dei miei studenti ha partecipato all’iniziativa culturale, peraltro molto costruttiva, “Giarre Città Educativa”. Il tema di quest’anno ha accostato il territorio giarrese e i discenti a riflettere sull’importanza della protezione e conservazione dei beni culturali e paesaggistici, evidenziando l’importanza di concepire l’arte come comunicazione e come depositaria ineludibile di tradizioni, usi e costumi di un popolo. Ogni monumento del nostro territorio racchiude una storia che contribuisce a costruire l’identità di un territorio. A proposito di valorizzazione territoriale, recentemente, in occasione delle giornate FAI, i miei studenti sono stati apprendisti Ciceroni presso il parco “Radice pura” di Giarre, iniziativa di grande successo e di valorizzazione delle competenze acquisite dagli studenti. Dal canto mio, sono sempre solerte ad accogliere le iniziative offerte dall’amministrazione territoriale.
Quali sono le cose più facili e quelle più difficili nella vita di una Dirigente Scolastica ?
Il Dirigente Scolastico, rimaneggiando una metafora di D. Pennac, è come un direttore d’orchestra: deve dirigere tutti gli strumenti e creare un’armonia. Non mi spaventa dirigere l’orchestra ma l’atteggiamento di alcuni genitori che pensano che io abbia la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, a partire, a volte, dalla scarsa professionalità di alcuni docenti, per fortuna pochi. Un Dirigente non può scegliere le persone con cui lavorare, fermo restando che può anzi deve intervenire di fronte a gravi problematiche. Altri aspetti negativi: non riuscire a risolvere problematiche di carattere edilizio per mancanza di fondi e/o interventi da parte della città metropolitana, scontrarmi con l’ottusità di chi non, essendo addetto ai lavori, non è in grado di comprendere il sottile filo rosso che unisce scuola ed esigenze quotidiane. Le cose più facili quali sono? Dialogare con i miei studenti, offrire loro sempre il meglio in materia di strumenti e attrezzature, accogliere le loro proposte e mediare, soddisfare le richieste, in materia di offerta formativa, presentate dai miei docenti.
L’accorpamento degli Istituti sanciti per legge ha migliorato o peggiorato la situazione?
A mio avviso, in un’ottica al passo con i tempi, potrebbe migliorare la situazione se si trasformasse l’accorpamento degli Istituti scolastici in veri e propri CAMPUS, una rete di scuole, sotto l’egida di due poli scolastici territoriali; da un altro punto di vista, con l’accorpamento degli Istituti Scolastici, si rischiano le conseguenze del dimensionamento scolastico ovvero la realizzazione di un’unica graduatoria interna di Istituto, non più in base alla titolarità ma in base al punteggio.
Il Dirigente scolastico è attività logorante e stressante. Cosa avresti voluto fare di altro che non hai potuto fare ?
Cosa avrei voluto fare? Vediamo…, fammi pensare un po’…..Il Dirigente Scolastico! Ti ho stupito vero? Come diceva l’insigne Rita Levi Montalcini, donna straordinaria umanamente e professionalmente: “Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.” Ecco, io amo il mio lavoro, nonostante sia perfettamente consapevole dello stress, della fatica, della responsabilità che determina, perché mi fa sentire viva, utile e presente nei confronti dei miei ragazzi. Mi ritengo depositaria di una mission importante: contribuire ad apportare il cambiamento e l’innovazione nell’istituzione scolastica. In parte credo di esserci riuscita ma ancora ho intenzione di innovare il “Leonardo”.
Il Premio Biagio Andò si svolge ogni anno ed è indirizzato ai ragazzi delle quarte e quinte. Noti elementi di criticità nello svolgimento dell’intero programma?
Si tratta di un’iniziativa estremamente importante e di mirabile spessore culturale e sociale, per ricordare semper e mantenere vivo tra le nuove generazioni la figura del prof. Biagio Andò,
C’è un momento della tua lunga carriera nel mondo della scuola che ricordi con piacere…
Nessuno! Nel corso della mia carriera ho avuto modo di lavorare in tante comunita’ scolastiche di altrettante citta’. In ogni scuola in ogni citta’ ho moltissimi cari ricordi belli che porterò sempre nel mio cuore.