Santa Venerina, il Premio G.Pappalardo II^ Edizione assegnato al Prof.Giuseppe Longo

Serata di grandi emozioni alla II^ Edizione del Premio Giovanni Pappalardo,amato medico, indimenticabile sindaco di Santa Venerina ,carica amministrativa che ricoprì per tanti anni. Un uomo di tante virtù che seppe coniugare la sua professione con l’impegno civile e sociale, lasciando una scia luminosa nella sua comunità. Il ricordo di questa figura oggi è affidato ai figli Sebastiano ed Enrico, entrambi medici che hanno ricoperto anch’essi la carica di sindaco.

L’immagine di Giovanni Pappalardo e il sindaco di Santa Venerina Santo Raciti durante i saluti
Sono stati i figli Sebastiano ed Enrico Pappalardo a istituire questo Premio, che nella prima edizione è stato conferito all’ex ministro Salvo Andò, legato da profonda amicizia a Giovannino, come veniva chiamato con affetto dai suoi concittadini. Quest’anno il Premio è stato assegnato al Ten. Col. Prof. Giuseppe Longo, un’altra grande figura nobile di questo Comune. Ha partecipato all’intera manifestazione il compositore musicale e cantautore Umberto Balsamo, una celebrità della musica italiana che adesso vive a Santa Venerina. All’inizio della manifestazione è stato ascoltato l’inno nazionale e subito dopo è stato eseguito “Il silenzio” dal M°Giuseppe Ruggeri, prima tromba al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, docente di strumento nell’I.C. “ De Roberto” di Zafferana Etnea.

Il M°Giuseppe Ruggeri esegue il silenzio
Rosario Sorace, Direttore responsabile di Clessidra2021, ha condotto con spigliatezza e disinvoltura la serata, la manifestazione è stata promossa dalla Gemas Management Srl di Sebastiano Pappalardo in collaborazione con l’Associazione Storia Cultura e Sviluppo Territoriale di Santa Venerina di cui è Presidente Gesuele Sciacca e Presidente onorario Giovanni Vecchio. C’è stato anche il prezioso apporto logistico della Pro Loco, nonché il patrocinio del Comune di Santa Venerina. Bisogna dare atto che lo svolgimento dell’intera manifestazione si è reso possibile per la magistrale direzione di Giovanni Vecchio. La serata ha avuto inizio con i saluti istituzionali del sindaco di Santa Venerina, Santo Raciti, il quale ha manifestato il suo compiacimento per quest’evento ed ha sottolineato che non mancherà in futuro il sostegno dell’Amministrazione Comunale. Il sindaco ha ricordato le due figure di Giovanni Pappalardo e Giuseppe Longo, legati indissolubilmente nella vita e nella memoria indelebile della storia locale. Successivamente hanno portato il saluto Gesuele Sciacca, Presidente della Sto.cu.svi.T e Sebastiano Pappalardo, il quale era visibilmente commosso nel rievocare l’immagine del padre cosi tanto amato come testimonia la presenza di tanta gente che ancora oggi gli tributa tanto affetto, non dimenticando la sua opera umana e civile. Rosario Sorace ha ricordato che la famiglia Pappalardo ha avuto tre sindaci tra cui oltre Sebastiano anche il fratello Enrico,sindaco di Santa Venerina, per tre consiliature, quest’ultimo assente alla manifestazione per motivi di forza maggiore. Anna Maria Patanè ha letto il profilo umano e civile del premiato Giuseppe Longo.

Anna Maria Patanè legge il profilo umano e civile del Prof.Longo
Il Direttore di Clessidra2021 ha ricostruito in modo sintetico il contesto storico vissuto da Longo nella campagna di Russia dall’ARMIR(furono impegnati 220.000 italiani a fianco dei tedeschi )che venne respinta dalle truppe dell’Urss costringendo i nostri soldati alla drammatica ritirata dal Don. E’ stata una delle pagine più atroci e terribili di guerra mai vissute e subite dai militari italiani che portò alla dissoluzione di quasi tutto il contingente presente. Giuseppe Longo fu un sopravvissuto, che nel ruolo di aiutante maggiore venne anche decorato di medaglia di bronzo.Teresa Maccarrone ha letto le motivazioni del conferimento di tale decorazione al valor militare. Il tenente colonnello ebbe modo dopo la guerra di descrivere questo tragico evento nel libro “In Russia c’ero anch’io” e Sebastiano Lanza ha effettuato delle letture di quest’opera.

Sebastiano Lanza legge alcuni brani del libro “Sul fronte Russo c’ero anch’io
C’è stato a questo punto un intermezzo musicale con due brani eseguiti dal duo Gesuele Sciacca e Daniela Greco ,“1940” di Francesco De Gregori e “Ho visto cadere le stelle” di Gesuele Sciacca. Sulle vicende della guerra è intervenuto l’allievo del prof. Longo, Giuseppe Bella, psicologo e scrittore, prefatore del libro “Sul fronte russo c’ero anch’io”, spiegando con dettagli le ragioni dell’opera e il contenuto di un documento storico di indubbio valore. Il conduttore Sorace ha sottolineato il profondo rapporto di amicizia che si stabilì nel periodo della resistenza tra Giuseppe Longo e Duccio Galimberti, capo dei partigiani di Giustizia e Libertà in Piemonte, eroe nazionale della resistenza e medaglia d’oro, ucciso dai repubblichini di Salò. “Ci sono delle affinità elettive -ha proseguito Sorace -tra Giuseppe Longo,Duccio Galimberti e Giovanni Pappalardo, fondate sulla comune fede nella libertà e sugli stessi valori umani e civili in cui credevano”. E’ seguito un suggestivo intermezzo musicale del duo Gesuele Sciacca e Daniela Greco, la poesia di Salvatore Quasimodo “Dalle fronde dei salici” musicata da Sciacca e il brano “Generale” di De Gregori cantato dalla Greco.

Gesuele Sciacca e Daniela Greco
Andrea Vecchio, memoria vivente della realtà locale, ha parlato diffusamente della figura di Longo del quale era stato allievo e Sophie Vecchio ha letto una poesia di Mousse Boulanger “Hymne à l’eau pure” che il professore aveva fatto imparare a memoria a Vecchio.

Sophie Vecchio legge la poesia francese “L’hymne à l’eau pure”
Si è quindi passati alla dimensione familiare e personale, anche intima del premiato con la rievocazione toccante delle figlie di Longo, Patrizia e Valeria, le quali, assai commosse, hanno diffusamente descritto il carattere del padre ricordando alcuni episodi inediti e aneddoti personali, leggendo alcuni scritti del genitore e soffermandosi sul ruolo di educatore che ha svolto prima come insegnante e poi come direttore didattico.

Le figlie Valeria e Patrizia parlano del padre Giuseppe Longo
Infine è intervenuto Salvatore Musumeci, storico , Dirigente Scolastico dell’I.C. De Roberto di Zafferana Etnea che ha rievocato la figura del prof. Longo come amministratore locale, presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci ricordando l’importante opera che svolse nel rinnovamento della toponomastica locale narrando anche alcuni episodi di vita del professore. Il poeta Giovanni Grasso ha dedicato una poesia in vernacolo alla memoria di Giovanni Pappalardo e Giuseppe Longo. Il momento conclusivo è avvenuto, quando alle figlie Patrizia e Valeria, è stata consegnata da Sebastiano Pappalardo la targa conferita alla memoria del padre.

Sebastiano Pappalardo consegna la targa alle figlie Valeria e Patrizia
E’ stata una manifestazione ben riuscita che ha esaltato il senso della comunità e della coesione sociale di Santa Venerina.
