Rosalba Mingiardi,Dirigente Scolastico “L’obiettivo precipuo è garantire il successo formativo degli studenti e il concreto inserimento nella società”

Rosalba Mingiardi è Dirigente Scolastico dell’Istituto Istruzione Superiore di Riposto che comprende diversi indirizzi: l’Istituto Tecnico per i Trasporti e la Logistica “L. Rizzo”, l’Istituto Tecnico Economico “E. Pantano”, l’Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio “N. Colajanni” e l’Istituto Professionale Servizi per la Sanità e Assistenza Sociale “A. Olivetti”. Questi indirizzi di studio a suo tempo erano autonomi ma oggi, a causa di una normativa vigente sul dimensionamento scolastico, si ritrovano in un unicum. Lei è un ingegnere che si è cimentata in questo compito faticoso e impegnativo di Dirigente svolgendo il suo ruolo in piena sinergia con il territorio, gli enti locali e le istituzioni. Sono tanti i problemi delle scuole ed anche a Riposto fervono diversi cambiamenti, si sta lavorando per la ristrutturazione dello storico e bicentenario istituto “Nautico” che sarà restituito agli studenti, ai docenti e al territorio completamente rinnovato. L’ingegnere Mingiardi è una donna razionale, equilibrata e prudente, chiamata ad affrontare fattivamente i problemi quotidiani, talvolta con risposte immediate e urgenti. Nei suoi anni a Riposto ha saputo dare agli Istituti quell’apertura verso la comunità, necessaria per fornire un valore culturale aggiuntivo e stimoli positivi per la crescita formativa ed educativa degli studenti e delle studentesse. Per Rosalba Mingiardi la scuola non deve solo rilasciare titoli di studio ma anche educare i giovani al senso civico e alla solidarietà umana e sociale. Sono state programmate diverse iniziative all’insegna di questi obiettivi ed abbiamo voluto avere con lei un colloquio aperto e franco su ciò che è stato fatto e sul futuro prossimo dell’istituzione da lei retta.
Come riesce a muoversi e districarsi nell’ambito di indirizzi scolastici così variegati e differenti?
Ho il privilegio di coordinare e promuovere una realtà scolastica di grande tradizione storica, che fonde in sé importanti peculiarità culturali, educative e sociali. Attualmente l’Istituzione Scolastica ha al suo attivo quattro indirizzi differenti, comprensivi di due corsi serali per adulti e un corso diurno quadriennale, il tutto articolato su un’attività didattica realizzata su sei giorni settimanali. E’ impegnativo e stimolante, è una quotidiana challenge, in cui l’obiettivo precipuo è garantire il successo formativo dei nostri studenti, il loro concreto inserimento nella società professionale e il conseguente arricchimento della comunità educante di Riposto.
Che mutamenti vi sono stati in questi anni nel pianeta della scuola secondaria?
Numerosi e frenetici sono stati i flutti riformistici dell’ultimo ventennio, che di fatto hanno alterato l’effigie del sistema scolastico italiano, senza forse diagnosticarne le reali problematiche e progettare i corretti interventi terapeutici. Verosimilmente le logiche politico-finanziarie e l’approccio numerico-burocratico hanno fatto perdere di vista lo studente nella sua interezza e completezza, l’essere umano a 360°, riflettendo su quali siano le competenze corrette da attivare durante il cursus studiorum, arginando oggi di fatto una problematica di importante entità quale quella della dispersione scolastica implicita ed esplicita. La legge 107 ha aperto scenari validi, ma da portare avanti e realizzare. Si attende il nuovo Testo Unico della scuola, è necessario sistemare l’assetto della dirigenza scolastica e l’equiparazione della stessa alla dirigenza statale di seconda fascia e infine far sì che tutti i profili professionali con dignità e a ragion veduta entrino a far parte dell’universo scuola attraverso un corretto reclutamento concorsuale per titoli ed esami. Tanta è la strada da percorrere, vincono solo il gioco di squadra e il contributo di tutti noi.
A suo avviso quali correttivi anche legislativi bisogna apportare per rendere più efficiente la scuola di oggi?
Di fondamentale importanza normativa è la realizzazione del tanto atteso Testo Unico della Pubblica Istruzione (il precedente, attualmente in vigore, è il D.Lgs. 297/94), che dovrebbe coinvolgere olisticamente tutte le componenti della scuola e fornire il giusto supporto di leggi alle innovazioni dell’ultimo trentennio nella Scuola Italiana. Ritengo ineludibile attuare una serie di cospicui investimenti nell’ambito del rinnovamento infrastrutturale e soprattutto nella formazione professionale di tutti i profili dai dirigenti ai collaboratori scolastici, al personale amministrativo e al personale docente. Ricordo che la disciplina pattizia e la legge n. 107/15 sanciscono il carattere di obbligatorietà, permanenza e strutturalità della formazione, oggi condicio sine qua non per una reale ripresa e crescita della Scuola.
Quanto conta la preparazione di base nelle scuole che dirige per affrontare oggi il mercato del lavoro ?
La cultura di base è il background fondamentale, nel quale fare attecchire le conoscenze professionali, che garantiscano un positivo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e consentano loro di attivare le skills (competenze) indispensabili per interpretare al meglio il profilo professionale, che si apprestano a definire. La cultura di base è, altresì oggi, condizione necessaria e indispensabile per pensare, progettare e contribuire proficuamente alla crescita del mondo del lavoro e della società.
Riposto è una città marinara e il Nautico è stata un’eccellenza. E’ ancora così ?
È doveroso ricordare cosa Riposto abbia rappresentato per la cultura del mare in Sicilia e non solo e quale contributo l’Istituto Nautico di Riposto abbia dato durante il suo iter vitae e quanto ancora ne darà! Viviamo senza dubbio tempi difficili, in una società complessa, in cui quotidiana è la débâcle valoriale della capacità educante della Famiglia e della Scuola. Ricordiamo bene la profonda crisi delle due più incisive agenzie formative per i nostri giovani. Pertanto in un momento di crisi generale, tutte le istituzioni e gli uomini delle istituzioni devono riflettere, progettare e porre in essere concrete azioni di profondo e oggettivo miglioramento della situazione educativa, culturale e sociale delle nuove generazioni.
Nel mondo odierno la formazione dell’Istruzione secondaria è insufficiente per poter lavorare. Avete fatto un censimento di quanti diplomati concludono la carriera universitaria?
Il censimento è un work in progress e comunque in via di realizzazione. Possiamo anticipare una riflessione generale, che è anche una speranza, ovvero che i corsi di studi secondari di secondo grado e universitari attivino in realtà le conoscenze, le competenze e le capacità richieste dal mercato del lavoro. È auspicabile che non sia il diploma il terminus ultimo degli studi dei nostri giovani, e che lo step universitario offra non soltanto mere conoscenze teorico-teoretiche, ma favorisca un tangibile e proficuo inserimento nel mondo del lavoro, riconoscendo ai nostri giovani l’indispensabile dignità umana, che il lavoro può dare e una società giusta deve garantire.
Quali sono gli elementi di criticità del sistema scolastico a Riposto e nel territorio ionico etneo?
È, forse, più corretto parlare delle criticità del mondo della scuola e della formazione a livello italiano, dal momento che ogni territorio presenta sì le sue specificità, che rientrano in un frame analitico di ben più vasto respiro. È necessario in Italia perseguire percorsi formativi e professionalizzanti ricchi di contenuti, che attivino precise competenze spendibili nel mondo del lavoro, sia per gli studenti, che, in generale, per i formandi e i formatori. Ancora l’universo-scuola e formazione necessitano di una progettualità di investimenti, che garantisca una reale e concreta crescita del lavoro e dei lavoratori, in termini di numeri e di qualità. Nel caso di Riposto è necessario tenere presente quanto il mare e la storia di Riposto debbano essere ontologicamente rivalutate, per consentire alla comunità tutta di spiccare il suo take off culturale, sociale, lavorativo ed economico. Ricordiamo chi siamo stati per capire chi saremo!
Il rapporto con gli enti locali, le istituzioni del territorio a che punto è?
È indubbio che il tessuto connettivo umano dell’Istituzione Scuola non possa prescindere da un dialogo aperto, concreto e plurimo con tutte le istituzioni e gli Enti del territorio. Sicuramente opera non semplice a Riposto e in tutto il territorio italiano. È stata attivata con chiara volontà attuativa una comunicazione aperta e ricca con tutti gli stakeholders della comunità, per capire i problemi, elaborare soluzioni e porle in essere. Sicuramente i tempi non saranno immediati, ma fatto determinante è che esista una reale sinergia di intenti e condivisione di azioni, elementi vincenti per un progresso generale e oggettivo.

Quali sono le difficoltà personali e professionali che ha incontrato?
Un triennio intenso e irto di difficoltà, mi trovo all’ultimo step del mio percorso. Numerose le problematiche affrontate nella mia dirigenza, siamo, ahinoi, tutti figli del Covid! Il punto di forza in una professione complessa, arricchente e stimolante, quale la dirigenza scolastica è avere avuta la fortuna, parlo della mia personale esperienza, di coordinare e promuovere una comunità scolastica, in cui il Personale docente e amministrativo è fondato su una solida e ben articolata professionalità e forte di humanitas, cifra fondante il percorso di insegnamento, di educazione e crescita dei nostri studenti a garanzia di un pieno successo formativo degli studenti.
Questi accorpamenti sono stati peggiorativi o migliorativi?
Non conosciamo ad oggi lo scenario futuro, né i risvolti delle politiche di dimensionamento delle reti scolastiche. Possiamo però auspicare che si attui una non facile azione di contemperamento delle identità culturali e storico-educative degli Istituti con logiche, sia pur valide, ma talvolta di difficile comprensione, di natura economico-finanziaria e tecnico-logistica. Una necessità è certa, ovvero l’attenzione e la cura, che tutto il personale scolastico dai dirigenti ai collaboratori dovrà profondere per mantenere sempre altro il valore e la dignità della scuola italiana.
Come le sembra il ciclo del Premio Biagio Andò di quest’anno e pensa che si possa fare meglio ?
Il ciclo di conferenze in onore di Biagio Andò volge all’ultimo step, che si terrà il prossimo 6 novembre in aula magna nel plesso Colajanni. Alla fine i nostri discenti si cimenteranno in una prova ad hoc che consentirà di identificare il vincitore o la vincitrice. L’iniziativa, alla quale offro il mio modesto contributo con onore e dedizione, vede anche quest’anno in competizione le eccellenze della scuola. Determinante l’apporto del gruppo “Nuovo Mezzogiorno” nella scelta dei relatori, delle tematiche legate alla questione meridionale ed insularità della nostra splendida Trinacria e nella organizzazione completa del ciclo di conferenze. Una proposta degna di apprezzamento per l’anno venturo potrebbe essere la scelta di vedere inizialmente gli studenti cimentarsi nella realizzazione di un prodotto digitale, realizzato per gruppi e/o per classi parallele (cooperative learning), e successivamente li veda coinvolti singolarmente in aspetti e peculiarità che mettano in luce competenze personali di modo che si possa ritrovare come vincitore lo studente o la studentessa che possieda capacità multiple di lavoro in team ed anche personali.
Un’ultima curiosità. Al termine di una giornata faticosa la Preside si riposa o pensa alla programmazione del giorno dopo?
La Scuola è senza dubbio un grande amore. Intenso e totalizzante come tutti i grandi amori, ma da alimentare ogni istante con cura e puntualità. È necessario creare equilibrio tra la vita professionale e la sfera familiare, questo è il mio must. Non le dirò se penso o meno alla programmazione del giorno dopo, però la dirigenza scolastica implica una dimensione professionale di grande progettualità, in cui scandire il timing di ogni azione è per me la soluzione positiva per tentare – almeno ci provo – di fare bene.