Novità per acconto IRPEF di Novembre

La manovra di Bilancio è stata approvata il 16 ottobre e non ci sarà il pagamento della rata di acconto IRPEF di novembre e tutto viene rinviato al prossimo anno.
Questa legge di Legge di Bilancio approvata dal Governo, introduce interessanti novità per pensioni, lavoro e famiglie con figli, e anche relative alla fiscalità. Dunque si pongono le basi per la riforma del Fisco e compaiono le prime novità derivanti dalla delega fiscale. Per i contribuenti vi sono notevoli vantaggi per i versamenti dell’IRPEF in particolare per i negozianti non più chiamati a versare l’acconto IRPEF a novembre.
La rata sul secondo acconto, o unica rata IRPEF di novembre non si pagherà e le regole attuali prevedono che i contribuenti dovrebbero versare l’acconto entro la scadenza del 30 novembre prossimo. I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi sono chiamati, in caso di imposte a debito, a versare tramite Modello F24 tutta l’IRPEF dovuta tra saldi dell’anno precedente e acconti dell’anno successivo.
Si parte dal saldo dell’anno a cui la dichiarazione dei redditi si riferisce, quindi all’anno in corso. E poi si passa al versamento dell’acconto per l’anno successivo, che se risulta essere di basso importo è da versare a novembre in unica soluzione oppure in due rate, con il 40% del totale a giugno e il 60% a novembre. Adesso questa rata eventuale di novembre non si verserà più in quanto la manovra di Bilancio ha cambiato le scadenze. Infatti da ora in poi entra in vigore la facoltà del contribuente di pagare a rate a partire da gennaio dell’anno successivo ,quindi, da gennaio 2024.
Così i contribuenti dilazionano il calendario delle scadenze IRPEF e vi è uno stop al versamento entro il 30 giugno dell’anno in cui si presenta la dichiarazione, del primo acconto IRPEF dell’anno successivo e stop al versamento entro il 30 novembre del secondo acconto. Tale provvedimento favorisce milioni di contribuenti e se l’imposta a debito al netto delle detrazioni e delle ritenute è superiore a 51,65 euro, scatta questo acconto.
Per quanto riguarda i 257,52 euro di acconto da versare, la scadenza è unica e va comunque onorata entro il 30 novembre dello stesso anno della dichiarazione. Se invece supera questo importo, come dicevamo, entro il 30 giugno si paga il 40% di quanto dovuto, ed entro il 30 novembre la restante parte. Bisogna ricordare che la maggior parte delle volte l’acconto IRPEF per l’anno successivo è vero salasso perché è pari all’intera imposta dichiarata per l’anno in corso.
La novità della Legge di Bilancio stabilisce un anticipo di fatto di ciò che già si voleva fare con la delega fiscale. Infatti per una questione di equità e di semplificazione, la delega fiscale prevedeva lo slittamento dell’acconto IRPEF all’anno a cui l’acconto fa riferimento, cioè all’anno successivo. Il governo ha previsto di venire incontro ai contribuenti interessati con una rateizzazione da completare nei primi mesi del nuovo anno. Non tutti i contribuenti ne beneficeranno , ma solo i titolari di partita IVA. Vi è una norma introdotta dalla manovra riguarda Partite IVA con fatturati e ricavi fino a 170.000 euro. La scelta sul pagamento è del contribuente che dovrebbe poter versare in unica soluzione entro il 16 gennaio dell’anno successivo, mentre in alternativa si può pagare a rate sino al mese di maggio o al mese di giugno.