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Incontro con Giovanni Burtone su informazione e prevenzione attraverso il potenziamento dei consultori

Il Coordinamento  delle donne della zona ionico- etnea, lunedì 2 ottobre, presso la sede dell’associazione Agorà di Giarre in via Carolina, ha invitato l’on. Giovanni Burtone, componente della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale, per discutere sulla questione del   potenziamento dei consultori nella zona ionica e del funzionamento della legge 194 del 1978 sul territorio della provincia di Catania.   All’incontro erano presenti le/i presidenti delle associazioni: Maria Privitera della Fidapa di Giarre, Mirella Di Pino della la Fidapa di Riposto, Anna Castiglione in rappresentanza dell’Associazione Storia Patria, Sebastiano Pennisi di  Cittadinanza Attiva ,  Andrea La Ganga dell’  Agorà, Alfredo D’Urso  di Articolo 1, Aldo Rompineve del Cinecircolo Agorà, Andrea Maccarrone di  Luogocomune. Erano presenti alcune ed alcuni giovani, singole donne e singoli uomini che hanno ritenuto importante partecipare all’incontro. Nell’introduzione all’incontro è stato ricordato come le donne di Giarre non sono nuove ad interessarsi del funzionamento della legge 194 e dei consultori. Proprio sulla necessità dei consultori negli anni settanta hanno partecipato alle azioni di sollecito verso la Regione e i comuni, rispettivamente per approvare la legge regionale, secondo la legge quadro nazionale, e per attivare il funzionamento della struttura.  All’apertura del consultorio queste attiviste hanno stilato, altresì, un volantino, distribuito   nei quartieri soprattutto popolari, per informare le donne sul nuovo servizio. L’incontro del 2 ottobre con l’on. Burtone è stato preceduto da una lettera inviata nel 2022 dallo stesso Coordinamento all’Azienda Sanitaria di Catania per conoscere lo stato funzionale dei due servizi, soprattutto quello dei consultori a cui la legge affida i compiti di informazione e prevenzione relativamente alla sfera della sessualità.    Molti sono stati gli interventi, durante l’incontro con il deputato regionale, da parte dei partecipanti che hanno rilevato l’importanza del ruolo socio – sanitario svolto sui territori.  Proprio perché leggi dello Stato, ha affermato Bruna Bellante, vanno applicate.   Le due assistenti sociali, Rosa Parisi e Anna Maria Patanè, che per anni hanno svolto il loro lavoro nei consultori di Giarre e Fiumefreddo, hanno ricordato l’attività svolta nelle scuole. Hanno ricordato il clima sociale che si viveva negli anni ottanta, appena aperti i consultori, quando la formazione del personale era al centro dell’attività, quando si organizzavano assemblee con donne e quando i problemi affrontati dalle donne non erano solo quelli sanitari, ma investivano anche le dinamiche familiari.  Lucia Barbagallo, già ostetrica all’ospedale di Taormina, ha ricordato di avere vissuto l’esperienza di un buon funzionamento del servizio di interruzione di gravidanza, che oggi, invece  non è più funzionante. Il giovane Andrea Maccarrone, presidente di “Luogocomune“ nel suo intervento ha rilevato che i consultori , nella loro attività di informazione e prevenzione  relativi al mondo della sessualità devono anche tenere conto dei nuovi strumenti di informazione  dei giovani e della nostra società più complessa per la presenza di donne , uomini e giovani delle  comunità extracomunitarie. La diminuzione della spesa pubblica ed anche gli sprechi, ha affermato Alfredo D’Urso, fanno sì che i servizi socio-sanitari territoriali sono i primi ad essere penalizzati.  Gabriella D’Angelo, già neuropsichiatra presso le strutture pubbliche, ha evidenziato come i servizi territoriali siano tra loro scollegati. Maria Rita Pollicina, insegnante, ha ribadito l’importanza e la necessità della costante informazione sessuale nelle scuole e Edwige Calatabiano ha ribadito il ruolo insostituibile dei consultori. Infine Angelo Melita, già dipendente dell ‘Asp 3 dove è stato anche rappresentante sindacale, ha proposto lo scorporamento dei consultori dalla grande azienda sanitaria.  Fabiana, una giovane studentessa invece ha confermato l’essenzialità di un servizio di informazione a scuola. Dopo avere ascoltato tutti gli interventi l’on. Giovanni Burtone, anche come medico e sindaco del suo comune, Militello val di Catania, ha premesso che è necessario ritenere sacri due diritti: quello allo studio e quello alla sanità. Il campanello d’allarme è costituito dalla dispersione scolastica e dallo stato di abbandono dei servizi territoriali rispetto alle ingenti risorse versate nei centri di eccellenza della grande città.  Non si tratta di depauperare i centri di eccellenza ma di investire anche, con un chiaro e nuovo progetto politico, sui servizi territoriali, come i consultori sui quali gli stessi comuni potrebbero svolgere un ruolo più incisivo, restando tra le competenze della sanità regionale. Sulla mancanza di medici ha ricordato la sua storica contrarietà rispetto al numero chiuso di accesso all’Università. Ha ricordato come alcuni medici, senza ritegno, si sono fatti assumere come non obiettori per poi dichiararsi obiettori, naturalmente sulla pelle delle donne. Di fatto oggi gli obiettori sono il 90% dei medici, dato comunicato dalla dirigenza dell‘Asp 3 di Catania. Proprio in questi mesi  Giovanni Burtone ha lavorato  per  un disegno di legge, approvato già in commissione sanità questi giorni, per superare in Sicilia la logica del numero chiuso della Facoltà di medicina,.  Infine Burtone ha invitato le partecipanti e i partecipanti a continuare l’attività di sentinella e controllo verso i servizi sanitari territoriali. L’incontro si è concluso tracciando un percorso: l’on. Burtone approfondirà  i dati e numeri sulla applicazione della legge 194 e sui consultori per individuare precise azioni istituzionali e sociali, mentre tutte le associazioni  presenti si sono impegnate, coinvolgendo  e sensibilizzando   le  cittadini e i  cittadini  , nel proporre  una petizione pubblica per un potenziamento dei servizi di  informazione e prevenzione , investendo soprattutto le scuole  che sono le principali  destinatari dei servizi di prevenzione e di informazione  sulla  sessualità . Appuntamento per fine novembre.

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Nunziatina Spatafora, nata a Giarre il 26 giugno del 1958, laureata in filosofia e Scienze delle Amministrazioni presso l'Università di Catania, lavora presso la Città Metropolitana di Catania di cui è presidente del Comitato Unico di Garanzia. Negli anni settanta, ottanta e novanta del secolo scorso, è stata fondatrice ed animatrice di associazioni femministe per i diritti delle donne e per l'esplicitarsi della cultura delle e sulle donne. I documenti di questa attività si trovano presso il suo archivio personale oppure presso il blog http://nunziatinaspatafora.blogspot.com È stata dirigente del Pci, Pds,Ds impegnata sui temi sociali ed di sviluppo locale. Dagli anni ottanta collaboratrice di giornali locali, per dieci anni iscritta all’albo dei pubblicisti e giornalisti, nel 2000 ha pubblicato un testo su Sciascia: le donne, la mafia presso la casa editrice di Catania CUECM. Ha tenuto diversi incontri nelle scuole del territorio sulla parità di genere.
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