Debole o forte il pensiero è l’elemento base della filosofia

La recente scomparsa di Gianni Vattimo ha avuto l’effetto di riaprire un dibattito sul suo modo di interpretare il pensiero filosofico a partire dalla sua lettura di autori antitetici come Nietzsche e Heidegger; il primo, filosofo volutamente antisistematico, nemico mortale della morale kantiana e dell’etica del dovere a cui si sovrappone il volere e conseguentemente la volontà di potenza che fu a sua volta biecamente strumentalizzata per fini politici, mentre l’altro di fronte alla crisi della metafisica e dell’etica kantiana del dovere per il dovere, ha cercato di costruire una nuova metafisica partendo dal concetto base di tutto il pensiero della metafisica classica: l’essere non più inteso come ente (l’errore della metafisica del passato) semmai come fondamento del pensiero filosofico moderno nel quale, applicando la fenomenologia del maestro di Heidegger: Edmond Husserl l’oggetto dell’essere in relazione alla temporalità diventa l’esserci o dasein.
Da qui l’esigenza di partire da una riflessione che se da un lato mette in discussione l’oggettività, l’evidenza l’etica con le sue regole e quindi il razionalismo moderno di Cartesio e Kant, dall’altro di costruire su nuove basi un pensiero che sia nello stesso tempo punto di riferimento per una riflessione che non appaia totalizzante come quella heideggeriana.
Il pensiero debole avrebbe avuto secondo Vattimo tutte le caratteristiche per potere operare una sintesi tra due filosofi completamente antitetici come Nietzsche ed Heidegger, e il mezzo per interpretare attraverso l’ermeneutica (arte di interpretare il pensiero tramite la lettura dei testi filosofici) disciplina che è stata rilanciata da Gadamer e che prima ancora in Vattimo aveva come punto di riferimento Schleiermacher.
Per il resto, pur essendo divenuto di moda nella seconda metà degli anni 80 del XX secolo, il pensiero debole, citato persino nei programmi di satira televisiva inteso come il cavallo di battaglia del pensiero post moderno, pur partendo dai presupposti testé citati, non dà soluzioni ma si limita ad una forma di neo nichilismo simile a quello di Nietzsche; non a caso poi, essendo andato in crisi il suo cosiddetto sistema, c’è stato un forte ritorno al giovanile pensiero cattolico e quindi ad una riflessione sul divino che non sarebbe stata certamente apprezzata da Nietzsche che ha decretato la morte di Dio e delle millenaria menzogna della metafisica e dell’etica il cui scopo sarebbe quello di sperare nella salvezza della beatitudine eterna. Un Nietzsche quasi heidaggeriano: Ormai solo un Dio ci può salvare.