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Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
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Il docente è un formatore che educa

Il Governo ha deliberato le nuove norme regolamentari per la disciplina a scuola.
Torna il voto in condotta nella scuola media e, nel complesso, viene introdotta una logica punitiva.
Le sanzioni aumentano progressivamente in caso di recidiva.
Qualche commentatore ha detto che occorre affermare l’autorità degli insegnanti.
Ovviamente sfugge la profonda differenza che esiste tra autorità e autorevolezza.
L’ autorità s’impone, l’autorevolezza si conquista.
Percepisco una sorta di rinuncia educativa nei confronti di quegli alunni che vengono definiti “difficili”, e che hanno più bisogno rispetto ad altri di un rapporto empatico con l’insegnante.
Don Milani accusava la scuola di fare parti uguali tra disuguali, e credo che le sue parole tornino attuali.
Maria Montessori introdusse il tema della libertà nel sistema educativo, che non significa solo libertà d’insegnamento ma capacità di conoscere ogni allievo e personalizzare il rapporto formativo.
Il docente che per mantenere la disciplina in classe deve ricordare che con un voto basso in condotta si può essere bocciati, abdica al proprio vero ruolo: da formatore si trasforma in vigilante.
La scuola non è un carcere o una caserma, ma deve essere una “comunità educante”.
Altrimenti fallisce come istituzione e fallisce la classe docente.
Ho insegnato diritto ed educazione civica per 20 anni a ragazze e ragazzi adolescenti.
Mai una espulsione dalla classe, mai una sospensione, mai una bocciatura.
Ho amato i miei allievi e credo di essere stato ricambiato.
L’ esperienza più bella e gratificante della mia vita!

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Laureato in Giurisprudenza nell’ Università di Catania. Avvocato penalista di lunga e consolidata esperienza, patrocinante presso la Suprema Corte di Cassazione e Giurisdizioni Superiori. In particolare modo svolge attività di assistenza e consulenza legale, nonché attività di rappresentanza e difesa in sede contenziosa e stragiudiziale, principalmente nel settore del diritto penale e prevalentemente nelle seguenti materie: Reati contro l’ordine pubblico; Reati contro la Pubblica Amministrazione; Reati contro la persona; Responsabilità medica; Diritto penale del lavoro; Reati contro il patrimonio. E’ stato uno dei fondatori del Movimento La Rete e poi deputato regionale dello stesso gruppo politico all’Assemblea Regionale Siciliana per due legislature. E’ un animatore e un attivista dell’impegno antimafia a Catania in Sicilia e si è distinto nell’attività professionale difendendo molti collaboratori di giustizia che hanno reciso i legami con Cosa Nostra.
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