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Ottobre il “Mese dell’educazione finanziaria”

A ottobre torna  la sesta edizione del  “Mese dell’educazione finanziaria” organizzato dal  Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (l’Edufin, è composto da: Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dell’Istruzione e del merito, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Banca d’Italia, Consob, Covip, Ivass, Ocf, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti).

Il Comitato sarà presente in tutta Italia con diverse iniziative, sia presenziali che on line, dirette a promuovere lo sviluppo della cultura finanziaria, assicurativa e previdenziale.

Come specificato su sito del MEF, “dall’1 al 31 ottobre 2023 saranno organizzate conferenze, webinar, iniziative culturali, seminari, spettacoli, giornate di gioco ed eventi di formazione rivolti ad adulti, ragazzi e bambini”. Anche la Banca d’Italia, attraverso il sito ww.economiapertutti.bancaditalia.it, fornisce informazioni di educazione finanziaria.

Vediamo, però, cos’è l’educazione finanziaria e perché è importante per tutti noi.

L’OCSE, nella sua “Raccomandazione su principi e buone pratiche in materia finanziaria Educazione e consapevolezza” definisce l’educazione finanziaria come “il processo attraverso il quale i consumatori/investitori finanziari migliorare la loro comprensione dei prodotti finanziari, dei concetti e dei rischi e, attraverso informazioni, istruzioni e/o consigli oggettivi, sviluppare le capacità e la fiducia per diventare più consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per fare scelte informate, per sapere dove andare chiedere aiuto e intraprendere altre azioni efficaci per migliorare il proprio benessere finanziario”.

Si tratta di un qualcosa che va ben oltre la semplice informativa al consumatore.

L’educazione finanziaria non è soltanto cultura personale, ma riguarda direttamente le proprie scelte su investimenti e risparmio. Le persone che non possiedono buone conoscenze finanziarie spesso vanno incontro a notevoli difficoltà nella gestione di spese impreviste. Viceversa, le persone con maggiori competenze finanziarie possono compiere scelte consapevoli riguardo agli investimenti, ad esempio, in un momento in cui la crisi economica globale erode i risparmi delle famiglie.

La Banca d’Italia nel 2020 ha svolto un’Indagine sull’Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani (IACOFI), seguendo la metodologia OCSE-INFE; con tale indagine si definisce l’indicatore di competenze finanziarie come la somma dei punteggi calcolati per tre aspetti: le conoscenze, i comportamenti e le attitudini dei cittadini.

L’indagine rileva che l’Italia è in ritardo rispetto allo scenario internazionale ma, rispetto al 2017 (anno in cui fu svolto lo stesso studio), vi è stato un certo miglioramento rispetto alle conoscenze, comportamenti e attitudini.

Le differenze sostanziali sono date dalla fascia di età, sesso, istruzione e luogo di residenza. Nel complesso, in Italia, il livello medio di alfabetizzazione nel 2020 è di 11,2 (nel 2017 era 11) in una scala racchiusa tra uno e ventuno, penultima prima di Malta.

Nella sezione “conoscenza” solo un intervistato su due in Italia conosce i concetti di “diversificazione del rischio” e di “potere d’acquisto”. Oltre il 60% comprende il rapporto rischio-rendimento e l’inflazione, ma solo una persona su cinque ha contezza della differenza tra tasso d’interesse semplice e composto.

Come mai l’Italia è così in ritardo rispetto allo scenario internazionale? Perché fondamentalmente in nostro è un paese anziano, poco istruito e nel quale i giovani entrano tardi nel mercato del lavoro.

La maggior parte dei cittadini e consumatori è favorevole all’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole, e sembrerebbe esserci un orientamento in tal senso, racchiudendola nell’ambito dell’educazione civica.

In realtà, sarebbe opportuno che la conoscenza in quest’ambito sia perseguita costantemente nel tempo, anche in età adulta, e soprattutto da parte della popolazione più anziana, che spesso non possiede un livello culturale adeguato.

Ricordiamo che i popoli più inclini al risparmio sono i Giapponesi e gli Italiani, al contrario degli Americani, che fanno un largo uso di carte di credito o carte/conti revolving.

Dopo la crisi economica globale causata dalla pandemia da Covid-19, è emerso come l’educazione finanziaria possa essere lo strumento per accrescere la resilienza delle famiglie, soprattutto quando ci si trova a dover affrontare decisioni che riguardano la pianificazione della pensione, le possibilità per risparmiare e investire, evitare rischi riguardo debiti o truffe finanziarie.

La previdenza sociale, che in passato era la principale fonte di reddito, oggi non è adeguata e addirittura potrebbe diminuire o esaurirsi. Ed è proprio questa incertezza che aumenta la necessità per le persone di capire come risparmiare e quali scelte operare per cercare di garantirsi una vecchiaia serena e dignitosa.

Spesso i consumatori sono posti dinanzi a scelte di vario genere per la previdenza complementare, per il risparmio e per l’investimento. Tali tipologie di prodotti sono notevolmente più complicate rispetto al passato e richiedono una buona cognizione, soprattutto riguardo ai rischi, i tassi d’interesse, ecc. E spesso ci si trova impreparati dinanzi a tali scelte, senza riuscire a comprenderne appieno i pro e i contro.

Banche, compagnie assicurative, società di brokeraggio, società di mutui, società di gestione degli investimenti e altre società di servizi finanziari, promotori finanziari, offrono centinaia di soluzioni, apparentemente tutte convenienti e proficue, ma che in realtà, spesso, derivano più dalla competizione per accaparrarsi nuovi clienti che dal reale orientamento “onesto” all’utente.

E’ necessario saper individuare nella propria Banca, o promotore finanziario o nel “family banker” quella figura di fiducia che risponda a criteri di onestà e soprattutto etica personale e professionale.

Essere in grado di riconoscere potenziali investimenti “disinvolti” o truffe, può davvero salvare il consumatore da catastrofi finanziarie e personali.

Ecco l’importanza dell’educazione finanziaria, un valido supporto per migliorare la qualità della vita: è possibile iniziare a formarsi e informasi sulle pagine del Comitato Edufin, www.quellocheconta.gov.it, della Banca d’Italia, della Consob, di diverse Università, gruppi bancari, società assicurative, ecc.

 

di Daniela Berto

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