Presentato a Francavilla il volume “Memorie di Sicilia, Cartoline e fotografie tra fine Ottocento e inizio Novecento”, di Giuseppe Fiamingo

Presso la Sala della Colonna di Palazzo Cagnone, davanti ad un pubblico attento ed appassionato, è stato presentato lo scorso 3 settembre il libro “Memorie di Sicilia, Cartoline e fotografie tra fine Ottocento e inizio Novecento”, di Giuseppe Fiamingo, un volume fotografico trilingue (IT/FR/EN) edito da Youcanprint, un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di ritratti, costumi e attività di “Genti del popolo” siciliano, raccontato in 14 capitoli e in più di cento immagini, con prefazione di Lucio Lanza.
Impreziosita da un design grafico attraente e moderno,l’opera è corredata da un’ampia introduzione nella quale l’autore, oltre a spiegare la propria passione per la collezione di immagini antiche della terra natia, fa un excursus della storia della fotografia in Sicilia, analizza le principali attività economiche isolane di quel periodo mettendole in rapporto con i nuovi modelli produttivi che lentamente andavano affermandosi.
L’evento è stato organizzato dal Circolo Legambiente Taormina – Valle dell’Alcantara, presieduto da Annamaria Noessing, che ha condotto l’incontro coadiuvata da due moderatori, entrambi soci del Circolo, Maria Camuglia e Francesco Camardi, in collaborazione con l’autore e collezionista Giuseppe Fiamingo, e con il patrocinio del Comune di Francavilla di Sicilia
«Il libro è rivolto ad un vasto pubblico, giovane e meno giovane – ha detto introducendo i lavori Maria Camuglia, insegnante presso l’Istituto Comprensivo di Francavilla di Sicilia – e si presta ad un facile lettura mostrando come il territorio si sia evoluto nel tempo; tanti di quei mestieri sono scomparsi e questo è stato un danno», e riferendosi poi ad uno dei capitoli del volumeha messo in evidenza la similarità tra i “carusi” delle zolfare raffigurati nell’opera di Fiamingo e la vicenda di Rosso Malpelo, la novella di Giovanni Verga incentrata sullo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere di zolfo in Sicilia.
L’autore ha raccontato le origini della sua passione per il collezionismo, “nata dal forte sentimento che mi lega alla Sicilia; pur vivendo all’estero ho comunque voluto continuare a mantenere i contatti con la mia terra d’origine – ha spiegato Fiamingo – quindi sono diventato un collezionista per caso, già da più di trent’anni, frequentando i mercatini di Bruxelles alla ricerca di antiche cartoline; ora ho deciso di condividere questa passione con il pubblico, a beneficio di coloro che sono interessati alla Sicilia».
«Esistono altri libri di cartoline e immagini – ha continuato Fiamingo – ma riguardano i luoghi: questo è un libro che si incentra invece sui popolani della Sicilia, “sulla memoria delle genti”, come nel primo capitolo “Alla fontana e il trasporto dell’acqua”, che illustra gruppi di fanciulle, spesso scalze, mentre prendono l’acqua dalle fontane pubbliche, un rituale faticoso che si compiva più volte al giorno e con qualsiasi condizioni climatiche».
Il collezionista ha posto in rilievo il contrasto tra le immagini scattate negli studi fotografici dell’epoca con le persone in posa e quelle dal “vivo”, dove i soggetti ripresi nel loro ambiente familiare e lavorativo si mostrano con naturalezza e spontaneità, sullo sfondo di una Sicilia “rurale, idilliaca e immutabile … che sarà inevitabilmente spazzata via, all’inizio del ventesimo secolo, dal tardivo arrivo della rivoluzione industriale”.

Di notevole importanza, a quei tempi, le attività economiche legate alle industrie speciali dello zolfo (per tanti anni la Sicilia fu leader mondiale della produzione al punto da poter imporre prezzi elevati, poi diminuiti con la crisi del 1895), degli agrumi e derivati (produzione di essenze, citrato di calcio e acido citrico) e della pesca (principalmente tonno e pesce spada),argomenti a cui l’autore dedica alcuni capitoli del suo libro con bellissime immagini del tempo.
Una curiosità presente nel volume che Fiamingo ha voluto segnalare è un esempio di rudimentale fotoritoccodi quegli anni (stessi soggetti su sfondi diversi), una sorta di photoshop ante litteram.
L’avvocato Francesco Camardi, dopo aver svolto alcune considerazioni sul rapporto tra storia e storiografia, hasottolineato il valore documentario delle “Memorie di Sicilia” di Giuseppe Fiamingo, « … testimonianza tangibile dell’autore degli scatti, della sua sensibilità storica e artistica, anche con riferimento agli abbigliamenti dei soggetti ripresi, all’espressione dei loro volti, con uno sfondo, un paesaggio una fabbrica che or non è più…», mettendo poi in evidenza il ruolo della tradizione popolare siciliana con la cultura, con particolare riferimento ad alcuni importanti studiosi del passato come Tommaso Cannizzaro, Antonino Buttitta, Giuseppe Pitrè, Giuseppe Bonomo e Antonino Uccello, citando inoltre il Museo Etnostorico “Nello Cassata” di Barcellona Pozzo di Gotto.
Fotografie e immagini quindi come fonte di conoscenza e documentazione, impronte di un vissuto che ha lasciato tracce, manufatti, testimonianze, oggetti, canti e “cunti” popolari: «Questi documenti del passato, ritenuti per lungo tempo “non storia” – ha detto Camardi – si configurano invece come fonti conoscitive “altre”rispetto alla storiografia ufficiale, ed a questa“complementari”, il tutto legato in un continuum tra passato e presente di cui chiunque si deve sentire parte culturalmente coinvolta».
L’evento è stato anche un’occasione per riflettere e dialogare su importanti questioni, come lo spopolamento delle campagne e l’emergenza roghi, temi al centro di molti interventi da parte di alcuni giovani, tra cui i ragazzi della comunità “Settevoci”, un progetto di convivenza, socialità ed agricoltura ecosostenibile avviato nel cuore della Valle dell’Alcantara, nel territorio di Castiglione di Sicilia, dell’associazione “Almagea” e “Cantu u ciumi”, mentre il professore Francesco D’Arrigo ha raccontato episodi di vita quotidiana di un tempo legati ai suoi ricordi di gioventù: «Il Monte Castello di Francavilla, che è bruciato di recente, era pieno di cespugli di sommacco (Rhus coriaria), i fiori della pianta venivano raccolti in sacchi su cui noi da bambini giocavamo», soffermandosi poi sugli antichi sistemi di lavorazione della canapa e del lino, e il diverso uso dei recipienti di terracotta (bummulu, quartara e mustica).
In seguito, hanno preso la parola Pippo Currenti, presidente dell’associazione la “Compagnia dell’Ostello” di Mojo Alcantara, che ha sottolineato il valore della cultura del cammino come mezzo di conoscenza e tutela del territorio, la pittrice Maria Rosaria Camardi (esigenza di recuperare gli antichi muretti a secco, manutenzione di mulattiere e trazzere) e infine Annamaria Noessing, presidente del già citato Circolo Legambiente, che ha concluso auspicando una maggiore consapevolezza dei cittadini sul tema degliincendi e dei rifiuti.
Una copia del libro “Memorie di Sicilia, Cartoline e fotografie tra fine Ottocento e inizio Novecento” è stata donata dall’autore, Giuseppe Fiamingo, alla biblioteca comunale di Francavilla di Sicilia.