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Uto Ughi al Bellini, la magia si ripete

Torna sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini uno dei maggiori violinisti del nostro tempo: Uto Ughi.E ritorna accompagnato da una gloria catanese, il pianista Francesco Nicolosi, insieme al quale ha dato vita a un concerto indimenticabile domenica 28 maggio.

Davanti a un pubblico delle grandi occasioni, ben lieto di riascoltare il Maestro, Ughi si è innanzitutto distinto per una grande empatia e simpatia, dialogando con gli ascoltatori prima di ogni esecuzione, e presentando con sfiziosi aneddoti la sua scaletta davvero preziosa: la Ciaccona in sol minore di Tomaso Antonio Vitali, la celeberrima Sonata per violino e pianoforte n. 9 in la maggiore, op. 47, a Kreutzer e il Rondò capriccioso in la minore per violino e orchestra op.28 di Camille Saint-Saens.

Il maestro Uto Ughi

Dopo la deliziosa e toccante Ciaccona di Vitali, magistralmente eseguita dal violino di Ughi e dal magico tocco del maestro Nicolosi, il passaggio alla Sonata a Kreutzer ha suscitato negli spettatori un attimo di angosciosa sospensione. Questo gioiello beethoveniano, un’opera dalla strana genesi – fu composta per il violinista polacco George Augustus Bridgetower, una rivalità amorosa tra i due convinse poi Beethoven a dedicarla a Rodolphe Kreutzer – si distingue per un inconsueto rapporto tra violino e pianoforte, destinato a lasciare il segno e ad aprire una scia.

Standing ovation per i due artisti

Non a caso il maestro Muti, commentandola, ha parlato di due solisti che s’incontrano e non s’incontrano, a indicare la magia di un duetto dove i due strumenti campeggiano e si rincorrono avidamente. La sua esecuzione ha davvero lasciato incantati gli ascoltatori, sorpresi da un dialogo ad armi pari tra pianoforte e violino, cosa di per sérivoluzionaria a quei tempi: infatti allora il violino non era considerato lo strumento principe nelle sonate per pianoforte, basti pensare alle sonate che Mozart scrisse per questi strumenti.

Uto Ughi e Francesco Nicolosi

I due esecutori hanno volato alti, superando agevolmente non solo tutte le ardue difficoltàtecniche della sonata, ma riuscendo anche a conferirle unità e armonia, amalgamando i suoi diversi momenti, dall’ inizio lento e poi veloce, al tema centrale e le suevariazioni, fino allatarantella finale intervallata da sprazzi  di calma assoluta. Il tutto in perfetta sintonia con il suo compositore, quel Beethoven che rivoluzionò la forma-sonata creando una pagina di torreggiante potenza, secondo la definizione del celebre musicologo Walter Rietzler.

Dopo la magica attrazione tra pianoforte e violino la serata si è conclusa con un’altra meravigliosa pagina di Saint Saens, il Rondò capriccioso, tra le pagine preferite dai violinisti per le sue melodie piacevoli, che ha avuto il merito di sciogliere la tensione creata dalla Kreutzer e indulgere a più rilassanti armonie.

Infine standing ovation e accesa richiesta di bis, cui il maestro Muti ha acconsentito con gioia, lasciando dietro di sé una scia di ammirazione. La magia della buona musica si rinnova sempre, puntuale ad ogni esecuzione. Non resta che attendere l’ennesimo ritorno del grande violinista…

Il pianista Francesco Nicolosi

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Docente liceale, collabora con la pagina culturale del quotidiano La Sicilia e la rivista di informazione scolastica La tecnica della scuola. Recensisce spettacoli di teatro di prosa, musica e lirica per il quotidiano on line Sicilymag.

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