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Il “Buon Samaritano”

Il “Buon Samaritano”, del quale parla l’apostolo Luca, è colui che visto un uomo steso a terra e sanguinante gli andò vicino e fasciò le sue ferite.

Poi lo condusse in albergo ed ebbe cura di lui.

Questo episodio consente di riflettere su due aspetti della solidarietà.

Dinnanzi ai bisogni del prossimo la prima cosa che bisogna fare è affrontare il problema immediato, “fasciare le ferite” per impedire ulteriori conseguenze negative.

Ma questo è sufficiente, è risolutivo?

La nostra società è attraversata da profonde disuguaglianze e ingiustizie sociali.

In Italia vi sono oltre 8 milioni di persone nella condizione di povertà relativa, e quasi 6 milioni in quella di  povertà assoluta.

Gli interventi di assistenza che da più parti vengono messi in atto sono utili ad alleviare, momentaneamente, il disagio materiale, ma inadeguati a risolvere il problema alla radice.

I numerosi appelli a donare oboli di varia natura fanno leva sulla compassione di ciascuno, e in tal modo si pensa di avere esaurito il dovere di misericordia e di carità verso chi soffre.

Ma non è così.

Dobbiamo chiederci quali siano le cause del diffuso disagio di molti nostri simili, che non è solo materiale ma anche umano, educativo, culturale.

Le disuguaglianze e le ingiustizie sociali sono frutto del caso, del destino avverso, del fato?

No, derivano dalle scelte politiche ed economiche di quanti detengono il potere.

Le strutture sociali ingiuste sono quelle che provocano la permanente sofferenza di molti esseri umani.

Bisogna rendersi conto che amare il prossimo integralmente e in concreto significa impegnarsi ogni giorno della propria vita per cambiare le strutture che permettano alla persona umana di non avere fame, né sete, di avere lavoro, casa, assistenza sanitaria, cultura.

In sintesi tutto ciò che è necessario alla vita e allo sviluppo integrale della persona.

Questo vuol dire POLITICA, quella vera, l’unica da promuovere e per la quale impegnarsi.

A partire dalle realtà locali e dalle città.

Occorre elaborare progetti e programmi concreti che abbiano come obiettivo primario quello di ristabilire condizioni di vita dignitose per quanti sono stati storicamente esclusi dal circuito della dignità.

E ciò non è possibile farlo con coloro che sono stati i maggiori responsabili della emarginazione e del degrado.

Dice Gesù nel Vangelo:” Chi ha orecchie per intendere, intenda! “

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Laureato in Giurisprudenza nell’ Università di Catania. Avvocato penalista di lunga e consolidata esperienza, patrocinante presso la Suprema Corte di Cassazione e Giurisdizioni Superiori. In particolare modo svolge attività di assistenza e consulenza legale, nonché attività di rappresentanza e difesa in sede contenziosa e stragiudiziale, principalmente nel settore del diritto penale e prevalentemente nelle seguenti materie: Reati contro l’ordine pubblico; Reati contro la Pubblica Amministrazione; Reati contro la persona; Responsabilità medica; Diritto penale del lavoro; Reati contro il patrimonio. E’ stato uno dei fondatori del Movimento La Rete e poi deputato regionale dello stesso gruppo politico all’Assemblea Regionale Siciliana per due legislature. E’ un animatore e un attivista dell’impegno antimafia a Catania in Sicilia e si è distinto nell’attività professionale difendendo molti collaboratori di giustizia che hanno reciso i legami con Cosa Nostra.

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