La Sicilia irredimibile

Antonio D’Alì è stato senatore della Repubblica e sottosegretario al Ministero dell’Interno.
Condannato di recente a 6 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa attualmente si trova in carcere.
Salvatore Cuffaro è stato senatore, deputato regionale e presidente della Regione Siciliana .
Condannato a 7 anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia ne ha scontato 5 in carcere.
Marcello Dell’Utri è stato senatore della Repubblica, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa ha scontato 7 anni di reclusione, buona parte in carcere e infine ai domiciliari.
Cuffaro e Dell’Utri sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, ma restano attivi in politica.
Il primo ha fondato il partito “Nuova DC” e partecipa alla maggioranza di governo della Sicilia, anche con suoi assessori.
Sia Cuffaro che Dell’Utri hanno ufficialmente sostenuto le candidature di Schifani a presidente della Regione Siciliana e di Lagalla a sindaco di Palermo.
Entrambi eletti non hanno preso le distanze dai loro due sostenitori.
In qualunque Nazione del mondo occidentale ciò avrebbe suscitato scandalo, e vi sarebbero state manifestazioni popolari.
In Sicilia, invece, appare del tutto normale: fa parte del costume e della tradizione!
Nessuna protesta.
Mentre l’informazione di regime continua a svelare i particolari più insignificanti sulla vita di Matteo Messina Denaro, la mafia opera, indisturbata, su altre latitudini.
Credo avesse ragione Leonardo Sciascia quando affermò che la Sicilia è “irredimibile”!