Intervista all’attore Gino Astorina “Mi ispiro al grande Walter Chiari”

Che dire dell’attore Gino Astorina, travolgente e vitale interprete della teatro catanese, il quale ha dimostrato di essere un protagonista di rilievo della satira esilarante dotato di inesauribile vis comica, energia e forza recitativa. Viene da stagioni intense questo attore poliedrico e talentuoso in cui ha raggiunto la maturità e il successo soprattutto con lo storico gruppo del “Gatto blu” , di cui è uno dei fondatori , che ha fatto ridere a crepapelle intere generazioni di siciliani. La sua straordinaria esperienza professionale e artistica è stata narrata nel suo libro “Basta che non sudi” dove appunto il nostro Gino mostra l’inconfondibile carattere fatto di personaggi grotteschi in cui la catanesità si mescola alle migliori tradizioni del teatro e dell’avanspettacolo italiano. Viene dalla sua stagione all’Angelo Musco dove ha portato in scena uno spettacolo di grande successo con il suo solito stile istrionico “Fiat Voluntas Dei”. L’abbiamo incontrato per conoscere i suoi futuri progetti e perché no per ridere un po’.
Gino che cosa significa per lei essere attore comico oggi?
Solo in Italia esiste la distinzione tra attore comico e drammatico, nel resto del mondo esistono attori bravi e meno bravi, forse perché la nostra tradizione è ricca di attori che hanno riversato il loro talento verso la comicità, d’altronde far ridere è molto più difficile che far piangere, infatti è più facile che un talentuoso passi dal comico al drammatico che non viceversa, ad esempio Carlo Delle piane, Diego Abatantuono. In conclusione l’attore comico forse pur consapevole della marcia in più, non deve cadere nella convinzione di dover dimostrare al pubblico di saper fare anche il drammatico.
Nel 2015 ha anche scritto un libro. Cos’era esattamente una sperimentazione sul campo letterario,un primo bilancio della sua esperienza o più semplicemente si era montato la testa?
No, il libro è stata un’intuizione del mio amico e maestro Tino Vittorio, mi ha suggerito di mettere in sequenza sparsa parte dei miei monologhi, o meglio riflessioni, su un quaderno di appunti diventato in seguito libro. Non sono caduto nella tentazione di farne il sequel, pur avendo il primo ottenuto un successo lusinghiero.
Parliamo di cose serie. A quale tradizione di attori comici si ispira ?
Il mio punto di riferimento artistico per le cose che faccio è indubbiamente un mostro sacro nel firmamento dello spettacolo, parlo di Walter Chiari, un intrattenitore allo stato puro, un osservatore acuto e fustigatore dei costumi: Un grande!
La satira grottesca del cabaret è in crescita o in crisi ?
È chiaro che il cabaret non esiste come genere, il cabaret è un luogo dove si possono mettere in scena una serie di generi che vanno dall’intrattenimento, agli sketch, alle barzellette, alle canzoni parodiate, alle imitazioni, tutto l’insieme fatte nel luogo deputato diventano cabaret. Ma guai a dire a Beppe Grillo che fa del cabaret. Rispondendo alla domanda sulla satira grottesca, rispondo allo stesso modo della prima domanda:esiste una buona o cattiva satira, anzi se cattiva non si può neanche definire satira. In ogni caso non stiamo attraversando un buon periodo.
Cosa le piace del mondo teatrale e cosa non le si addice ?
Tutto, del mondo teatrale mi piace tutto, è chiaro che se faccio qualcosa che non mi calza a pennello … non mi si addice!
L’età del mondo digitale e l’abnorme sviluppo tecnologico ha migliorato o peggiorato la comicità ?
Il mondo digitale ha un suo modo di fare comicità, quando è nata la televisione si è sentito il bisogno di fare un tipo di spettacolo che fosse diverso da quello messo in scena nei teatri, si è dovuto adattare al nuovo media, così come il web ha imposto una nuova espressione comica, nei tempi e nei modi.
Il siciliano e il catanese esprime un’ inconsapevole vena ridanciana già di per sé. Basta andare in qualsiasi parte della città per accorgersi di ciò. Cosa aggiunge un comico a questo contesto naturale?
Molte volte sentiamo dire: “quel mio amico dovrebbe fare teatro ogni volta che andiamo a mangiare la pizza ci fa scompisciare dalle risate” non è detto che quel suo amico messo su un palco sia in grado di fare ridere, così come per par condicio un attore non è in grado di tenere banco in pizzeria in seno ad una comitiva. C’è una predisposizione del catanese alla teatralità, un catanese non racconta un fatto “lo mette in scena!”
Nella comicità è più importante la lingua latu sensu o la mimica strictu sensu ?
La parola è indubbiamente la regina della comicità la vis-comica è tutto, la mimica è un accessorio che se usata in eccesso rende grottesco il racconto. “La maschera va in aiuto ai poveri di termini” (purtroppo mi autocito, non lo farò mai più).
Sembra una banalità del bene, ma vivere ironicamente, ridere aiuta al benessere individuale. Volevo chiederle se si è mai abbattuto spiritualmente o se ha mai avuto bisogno dello psicologo ?
Abbattuto certo è normale, se non lo fossi mai stato non sarei ricco ma sciocco. L’aiuto dello psicologo fino a questo momento, onestamente no. L’ironia rimane un’uscita di sicurezza nei momenti di panico.
Gli attori comici fuori dal set sono spesso tristi e malinconici. Lei com’è ?
Io fuori dal set o dal palco sono noiosamente normale!
Il Gatto blu vive di luce propria, felice intuizione di tanti anni fa. A chi venne l’idea ?
Nel ’76 ci fu una simpatica intuizione da parte mia di Turi Giordano, Nuccio Morabito e Guido Bonaccorsi.
L’ultimo spettacolo teatrale “Fiat Voluntas Dei”,commedia di Giuseppe Macrì al Teatro Musco è stato un buon successo. In che si differenzia la rivisitazione operata dal regista Antonello Capodici ?
Antonello (Capodici, il regista del Fiat Voluntas Dei) ha avuto la geniale idea di ripulire il copione da tutte quelle gag che nel corso degli anni ogni capocomico ha infarcito, a quel punto mi ha consegnato una storia da connotare con i vari caratteri dei personaggi e lì è stato superlativo il lavoro fatto con ognuno di noi. Gli sono veramente grato.

Mi permetta un’altra domanda banale,lei si frequenta, è amico nella vita reale fuori scena con i suoi compagni di avventura artistica ?
Non con tutti, è bello avere una vita propria e poi avere il piacere di incontrarsi.
Un’ultima curiosità. Quando non è assorbito dal lavoro come trascorre il suo tempo libero?
Nel tempo libero ozio, vivo la mia vita.