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Tradizioni “Catenote”: “‘a strina”

C’era una volta Aci Catena… Era questo il  titolo del mio intervento in una pubblicazione di molti anni fa, nella quale si parlava delle tante, troppe, tradizioni che abbiamo voluto e saputo cancellare.
S’è persa memoria della cuddura “‘ccu l’ova” tipica della Pasqua, degli altarini del Corpus Domini,  della festa (!) dei Morti; è stata snaturata “‘a festa ranni”di Maria SS. della Catena, ma, soprattutto, sono scomparse le tradizioni legate al Natale.
Nei primi giorni di dicembre si andava in campagna – allora bastava percorrere pochi metri! – per raccogliere dai muri il muschio (‘u lippu); si procuravano arance e mandarini, si andava “‘nto chianu” (in piazza), “‘nta putia da’ mangiamedda”  per comprare tutto l’occorrente per realizzare il presepe (‘a rutta ).
Si scrivevano le lettere a Gesù Bambino per chiedere i regali; oggi, al posto del presepe, si prepara l’albero e le lettere vengono indirizzate a Babbo Natale.
Ma c’era un’usanza, oggi definitivamente scomparsa e, quindi, certamente sconosciuta  ai più giovani: “‘a strina”.
A tal proposito mi ricordo benissimo, ed è passato oltre mezzo secolo, di un episodio accaduto davanti a casa mia, con protagonista un ragazzo prematuramente scomparso.
La sveglia per Capodanno, suonava prestissimo in tutte le case: una moltitudine di ragazzi vocianti si riversava nelle strade del paese per andare a bussare alle porte delle famiglie più fortunate, gridando a squarciagola: “‘a strina, ‘a strina”.
A questo punto dai balconi piovevano a terra – mischiati tra loro e con tanti saluti alle norme igieniche – fichi secchi, pezzetti di mostarda e di cotognata, nocciole, mandorle, monete da 5 e da 10 lire, caramelle, dolci; i ragazzi si lanciavano tutti insieme cercando di accaparrarsene la maggior quantità possibile.
Conoscevo quasi tutti quei ragazzi: eravamo compagni di scuola o di giochi e mi chiamavano a gran voce; quella volta c’era qualcuno, più grande e più spregiudicato, che con un temperino cercava di infilzare qualche pezzo di mostarda per anticipare gli altri, ma, a causa degli spintoni, si ritrovò a tagliare la mano di un compagno, facendo schizzare un fiotto di sangue.
Ci fu il fuggi fuggi generale e sul campo di battaglia rimase il solo ferito che piangeva a dirotto non si sa se per la ferita o per il mancato raccolto.
A questo punto, mia madre, aperto il portone, fece entrare il ragazzo in ambulatorio dove mio padre gli medicò la ferita: il ragazzo – si chiamava Turi – finita la medicazione, continuava a piangere e si apprestava mestamente ad andarsene, quando fu chiamato da mia madre.
Avvenne il miracolo: le lacrime lasciarono il posto al sorriso nel vedere che per lui c’era un sacchetto contenente tutte quelle cose che credeva di avere perso (qualche moneta, fichi secchi, nocciole, etc).
Turi, ogni volta che ci si incontrava, mi ricordava l’episodio, ripetendo che quella era stata ‘a strina più bella della sua vita.
” ‘U paisi ‘a Catina” è molto cambiato negli ultimi anni: l’aggressione del cemento, selvaggia e scriteriata, ha stravolto tutto il territorio comunale, fagocitando i vigneti e gli agrumeti che facevano  corona al centro abitato.
E pensare che ad Aci Catena – il paese di Emanuele e Francesco Rossi, Francesco e Paolo Strano, Mons. Salvatore Bella, Francesco Guglielmino – venivano a passeggiare Federico De Roberto, Giovanni Verga, Vitaliano Brancati; per non parlare della Jaci Catena di Jean Houel e dei viaggiatori del Grand Tour!
La popolazione è più che quadruplicata, ma i nuovi arrivati, tranne qualche rarissima eccezione, non hanno mai saputo o voluto integrarsi, non si sono mai sentiti catenoti.

C’era una volta Aci Catena!

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Mario Patanè, nato ad Aci Catena il 29 ottobre 1945 ed ivi residente in via Madrice n° 36, da oltre un trentennio si è adoperato per la valorizzazione dei beni culturali presenti nel territorio del Comune di Aci Catena. Dal 1985 al 1995 è ideatore e organizzatore della manifestazione Incontri con il cinema e, dal 2005 al 2011, della rassegna CineNostrum. Location delle due rassegne è stata l’Area Archeologica di Santa Venera al Pozzo, meta, nel settecento, dei viaggiatori stranieri del Grand Tour. Le due iniziative, seguite da mass media locali e nazionali, hanno portato, per la prima volta, oltre a prestigiosi ospiti (Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Vittorio Gassman , Carlo Rustichelli, Piero Piccioni, Tullio Kezich, Jean A. Gili, Michel Ciment, Gian Piero Brunetta, Giorgio Tinazzi, Callisto Cosulich, Vincenzo Cerami, Mario Verdone, Alberto Lattuada, Francesco Rosi, Florestano Vancini, Gianni Amelio, Carlo Lizzani, Turi Vasile, Pasqualino De Santis, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Roberto Benigni, Giuseppe Tornatore, Roberto Andò, Carlo Verdone, Claudia Gerini, Sergio Rubini, Vittorio Taviani, Claudio Bigagli, Gino Castaldo, Anna Galiena, Ettore Scola, Ennio Bìspuri, Irene Bignardi, Walter Veltroni, Christian De Sica, Antonio Catania, Giulio Scarpati, etc.), migliaia di persone ad Aci Catena. Dal 2007 al 2011, dirige e cura per la Casa editrice CITTÀ DEL SOLE la collana delle monografie dedicate ai protagonisti di CineNostrum, curando le seguenti monografie: La magia di Morricone - Grande, grande, grande Verdone - La cometa musicale di Piovani – Se permettete parliamo di Scola – Figlio di papà? No... solo Christian. Nel 1993 partecipa, come ospite per La Sicilia e il cinema, al Festival del Cinema Italiano di Annecy (Francia) ed al Der Neue Heimatfilm di Freistadt (Austria); nello stesso anno è relatore ad un convegno su Leonardo Sciascia ad Aix en Provence (Francia). Nell’anno scolastico 2005/2006 presenta e commenta – per l’Istituto Tecnico Commerciale A. Majorana di Acireale e per l’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi di Giarre - un ciclo di proiezioni di film sceneggiati da Vincenzo Cerami. Il corso viene concluso con l’incontro degli studenti con lo stesso Cerami. Nell’anno scolastico 2006/2007 presenta e commenta – per l’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi di Giarre – un ciclo di proiezioni di film diretti da Giuseppe Tornatore. Nel 1989 organizza un convegno su Vitaliano Brancati e il cinema, nell’Area archeologica di Santa Venera al Pozzo, dando così il via alla riscoperta e fruizione di un sito, visitato nel settecento da viaggiatori stranieri e da oltre un secolo caduto nel dimenticatoio. Partecipa, con un suo contributo, alla stesura della Guida alla Sicilia Jacopea realizzata dal Centro Italiano di Studi Composteliani dell’Università degli Studi di Perugia. Il volume, redatto in italiano e spagnolo, è il primo della collana Visitanda Sunt, diretta da Paolo Caucci von Saucken. Il 22 febbraio 2008 è nominato Socio Corrispondente dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale. Nel mese di aprile del 2011 collabora con la Mostra de Valencia (32 edizione del Festival Internacional de Cine de Acc ión y Aventura), con un omaggio al regista Giuliano Montaldo. Nel 2011 e nel 2012 collabora con il Festival 22 X Don Luis di Calanda (Spagna) e, nel 2011, collabora con il Festival del Cinema Italiano di Annecy (Francia) organizzando la mostra fotografica SICILIA Terra di Cinema (1996- 2010) sui set siciliani degli ultimi anni. Il 10 dicembre 2011 gli è stato assegnato a Trecastagni, assieme a Maria Grazia Cucinotta, Giuseppina Torregrossa, Marco Dentici, Marcello Sorgi, il Premio Letterario Nazionale Ercole Patti. Un suo saggio sulle Istruzioni per il Peculio frumentario della Città di Aci SS. Antonio e Filippo è stato pubblicato su Memorie e Rendiconti (Serie V - Vol. IX) dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale. Nel mese di giugno del 2012 è nominato socio onorario del Rotary International Distretto 2110 Sicilia – Malta, Club di Acireale. È protagonista del cortometraggio RESIDENCIA “EL MILAGRO” di Javier Espada, España, 2011, proiettato, fra l’altro, i l 26 luglio 2012 al San Giò Verona Video Festival. Nel 2012 collabora con il Festival del Cinema Italiano di Annecy (Francia) organizzando una mostra fotogr afica sui set siciliani degli ultimi anni. Il 18 dicembre 2012 promuove e dirige, in collaborazione con l’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici e il Rotary di Acireale, un incontro con la regista Roberta Torre. Un suo contributo su Il Teatro Bellini di Acireale, Eduardo De Filippo e... la gallina! è stato pubblicato su Memorie e Rendiconti (Serie VI - Vol. I – Anno 2012) dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale. Dal mese di maggio 2013 presiede il Comitato Civico Terre di Aci, formatosi dopo la cancellazione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dell’Aci, avvenuta nel gennaio dello stesso anno, ottenendo nell’anno successivo il reinserimento e la perimetrazione del Parco. Grazie al successo ottenuto dalle rassegne cinematografiche da lui ideate, è stato realizzato, all’interno del Parco, un teatro di pietra “alla greca”, finanziato dalla Comunità Europea. Dal 4 al 9 dicembre 2014 è invitato a Valencia (Spagna), al Festival Mostra Viva – Cinema del Mediterrani, dove interviene a due convegni e presenta il volume (curato assieme a Nino Genovese) Buone notizie: Angela Molina. Il 14 e il 15 ottobre 2016, invitato a Valencia (Spagna), al Festival Mostra Viva – Cinema del Mediterrani, rende omaggio a Ettore Scola, presentando il suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico e Ridendo e scherzando, diretto da Paola e Silvia Scola. Un suo contributo su Gli Anni difficili de Il vecchio con gli stivali è stato pubblicato su Memorie e Rendiconti (Serie VI - Vol. II – Anni 2013 - 2016) dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale. Un suo contributo su Umberto Barbaro e lo Spirito del Neorealismo è stato pubblicato su Memorie e Rendiconti (Serie VI - Vol. III – Anno 2018) dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale.

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