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Minuti di recupero “mondiali” , cosa sta succedendo?

I Mondiali di Qatar stanno sicuramente catalizzando l’attenzione sotto molteplici aspetti, uno di questi senza dubbio riguarda un aspetto di gioco per così dire accessorio e cioè i minuti di recupero. Normalmente siamo abituati a calcolarli in base al tempo perso per causa infortuni o sostituzioni e quando si giunge a darne 5 per tempo lo si considera già un tempo di recupero notevole. Ma questa competizione ci sta abituando ad un nuovo modo di calcolarli evidentemente non ben “prevedibile”. Si è detto ad inizio campionato del mondo che si sarebbero recuperati tutti “i tempi morti” della partita, ma vedere i 14 nel primo tempo di Inghilterra-Iran, giustificati dai lunghissimi soccorsi al portiere Beiranvand o gli extra-time di Senegal-Olanda (13 minuti tra prima e seconda frazione) e Stati Uniti-Galles con 9 minuti nel solo secondo tempo, fa sicuramente effetto. Nelle prime quattro partite ci sono stati ben 57 minuti di recupero, forse qualcosa da parte del mondo arbitrale sta cambiando e questa ne è la dimostrazione, ma così si rischia di aggiungere quasi un tempo supplementare al normale minutaggio con conseguenze che potrebbero essere rilevanti sulla fatica dei giocatori e sul risultato.A questo punto probabilmente sarebbe stato meglio utilizzare i tempi del basket con lo stop al fermarsi del gioco così evitando un tempo di recupero “inutile”.

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Alessandro Sorace classe 1988, nato a Catania. Giurista, giornalista pubblicista, appassionato di arte, storia ed amante della cultura, del gusto e del buon vivere. Collabora da cinque anni col quotidiano online "Clessidra 2021".
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