Ennio Morricone: la musica, colonna sonora senza tempo
La musica ha un potere straordinario, ci restituisce emozioni che l’utilizzo delle sole parole non riescono a fare. I sentimenti sono qualcosa di astratto ed è inevitabile che ciò che riesca meglio a trasmettere la pienezza impalpabile della loro essenza sia qualcosa di altrettanto astratto, ovvero la loro colonna sonora. Ci sono colonne sonore che hanno trasformato film in eterni capolavori e tra gli autori di queste colonne Ennio Morricone è stato sicuramente il più grande, uomo dalla profonda intensità d’animo, che attraverso le collaborazioni con grandi registi, da Sergio Leone a Quentin Tarantino, ma anche Bertolucci, Pasolini e Giuseppe Tornatore, ha reso immortali film che hanno segnato la storia del cinema italiano (e non solo). Ennio ci ha fatto emozionare ad iniziare dalle note che fanno da sfondo, ma solo teoricamente, ai primi piani dei protagonisti, come quello di Claudia Cardinale, di C’era una volta il west; o ancora in C’era una volta in America che quel “cos’hai fatto in questi anni, Noodles?” introduce l’aria del Maestro a vestire quella scena che ci ha fatto tanto amare questo capolavoro. Con le sue colonne sonore ci siamo persi e ritrovati come il protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, avvolgendoci in quella nostalgia che è l’elemento distintivo del film di Tornatore. Le note del maestro sono state in grado di rintracciare il tono emotivo del racconto che mette in scena il lungo viaggio di Totò, cresciuto nell’immaginario paesino di Giancaldo, in Sicilia, ma soprattutto nella cabina del Cinema Paradiso, unica occasione di svago. Il destino del piccolo Totò era, però, distante dagli affetti con cui era cresciuto e dal sole della sua isola. Totò si è dunque dovuto perdere, abbandonando casa e famiglia, per trovare la propria realizzazione (diventerà regista) tra i palazzi di Roma. Tornato a casa decine di anni dopo in seguito alla morte del suo mentore, Alfredo, il protagonista ritrovando la sua infanzia si perderà di nuovo, mettendo in discussione tutti gli anni trascorsi fino a quel momento. Ma la ragione alla fine avrà la meglio e lui tornerà a Roma. Nell’andamento della composizione di Morricone ci si abbandona ai ricordi, quelli di Totò e i nostri, miscelati in una melodia che fa riaffiorare questo potente sentimento che è la nostalgia. E ancora, Ennio, ci ha fatto commuovere con la colonna sonora di Mission che contribuisce alla drammaticità degli eventi, ma che anziché integrarsi con essi, li travolge.
Morricone non compose solo colonne sonore, ma sono moltissime pure le canzoni pop arrangiate da lui. Infatti, alla fine degli anni Cinquanta e soprattutto negli anni Sessanta comincia a lavorare nel contesto della RCA romana portando al successo moltissimi brani pop dell’epoca. L’elenco è davvero lungo, ma i casi, solo per citarne alcuni, di Guarda come dondolo e Abbronzatissima di Edoardo Vianello o ancora Sapore di sale di Gino Paoli sono emblematici.
Ennio Morricone con le sue melodie, la sua ricerca e le invenzioni ritmiche e strumentali è stato capace di entrare, e soprattutto rimanere, nel cuore di chi le ascolta. È andato oltre, nel profondo, e in questo sta la sua forza: la capacità di rimanere musica viva, di essere musica in sé stessa. Per tantissimi è stato qualcosa di significativo. Non soltanto musica. Le sue note custodi di ricordi che riaffiorano o di quelli che ancora devono avere origine. Ci ha insegnato che la musica può essere evocativa come un quadro, un film o un romanzo; che una melodia può scatenare emozioni profonde e indimenticabili.
In omaggio a questa grande figura, amata dal pubblico internazionale e due volte Premio Oscar, il 27 gennaio arriverà in sala ‘Ennio’, un ritratto a tutto tondo di Ennio Morricone presentato fuori concorso al Cinema di Venezia 78 da Giuseppe Tornatore. Vale la pena non perderlo.